Trimestre a luci e ombre per Seco. I ricavi sono cresciuti del 2,9% a 48,5 milioni di euro, poco sotto le attese di Equita e dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo a 49 milioni, grazie alla graduale ripresa degli ordini da parte dei clienti, con un recupero dei volumi di vendita nei principali mercati verticali serviti e nelle diverse aree geografiche, in particolare Apac ed Emea, sebbene quest’area risulti ancora penalizzata dalla debolezza dell’economia tedesca.
Meglio i ricavi dell’Edge computing, aumentati del 8% a 44,5 milioni, non quelli del business Clea scesi a 4,1 milioni dai 5,9 milioni dello stesso periodo del 2025 a causa dello spostamento di una parte non ricorrente del business, man mano che i progetti entrano nella fase di deployment, e i dispositivi vengono gradualmente connessi alla piattaforma.
Il margine lordo è risultato pressoché stabile (+1,2%) a 25,4 milioni (52,3% dei ricavi; 25,7 milioni la stima dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo), frenato dall’impatto dell’aumento dei prezzi delle memorie, che è stato parzialmente mitigato grazie alle azioni di gestione della supply chain. «Un aumento dei prezzi, già contrattualizzato con i clienti e mirato a coprire gli extra costi legati all’acquisto della componentistica, sarà efficace a partire progressivamente dal prossimo trimestre», ha spiegato Seco nel comunicato.
L’ebitda adjusted è sceso del 3,9% a 9,1 milioni, in linea con le attese degli analisti, un dato che tiene conto di alcuni elementi non ricorrenti per 1,4 milioni. Al lordo di questi aggiustamenti, l’ebitda è passato da 7,2 a 7,7 milioni (+6,7%).
Anche l’utile netto adjusted si è contratto più di quanto previsto dagli analisti di Equita del 2,4% a 2,2 milioni. Al lordo dei predetti aggiustamenti, è passato da -1,3 milioni al 31 marzo del 2025 a 0,5 milioni al 31 marzo del 2026. Infine, l’indebitamento finanziario netto adjusted è peggiorato da 37,6 milioni (fine 2025) a 44,1 milioni (42 milioni la stima di Intesa Sanpaolo e 59 quella di Equita).
Tale variazione è legata prevalentemente alle dinamiche di capitale circolante netto osservate nel periodo. In particolare, nel trimestre Seco ha registrato un aumento del magazzino (9,8 milioni), parzialmente compensato dall’incremento dei debiti commerciali (9,3 milioni). Inoltre, negli ultimi trimestri, sono stati sostenuti pagamenti straordinari che al primo trimestre del 2026 ammontano a 7,3 milioni, legati agli investimenti sostenuti per il nuovo stabilimento produttivo di Arezzo e per l’implementazione di nuove linee produttive in Hangzhou.
«Nel primo trimestre abbiamo registrato una performance resiliente, sostenuta da una forte domanda strutturale per l’embedded computing e da una crescente adozione di soluzioni di Edge AI», ha sottolineato il ceo, Massimo Mauri. «Sebbene i prezzi elevati delle memorie continuino a impattare i costi, abbiamo adottato tutte le misure necessarie per contenerne gli effetti e rimaniamo fiduciosi nella traiettoria di lungo periodo del mercato. Il livello di engagement dei clienti resta in modo incoraggiante elevato sia dal lato dei clienti esistenti che di quelli nuovi, riflettendo l’importanza strategica della nostra tecnologia».
Mauri si è anche detto «particolarmente soddisfatto» della crescente adozione del framework software Clea, che sta diventando sempre più centrale nelle iniziative di trasformazione digitale sull’edge dei clienti. Parallelamente, «le nostre recenti innovazioni di prodotto, tra cui Modular Vision, stanno ottenendo un forte riscontro e ampliando le nostre opportunità di mercato».
In quest’ottica il top manager resta ottimista sul fatto che il 2026 «possa essere un altro anno di forte crescita, supportato da solidi fondamentali, dall’espansione delle relazioni con i clienti e da una pipeline di innovazione particolarmente promettente». Con il record di ordini registrato nei mesi di febbraio e marzo i ricavi sono attesi superiori a 50 milioni nel secondo trimestre.
Tuttavia a Piazza Affari la trimestrale non ha convinto e il titolo Seco ha perso l’11 maggio in chiusura il 3,5% a 2,755 euro. Equita ha un rating buy e un target price a 3,8 euro, lo stesso giudizio dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (target price a 3,7 euro). Il consenso Bloomberg vede 5 buy, 1 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 3,54 euro che implica un potenziale apprezzamento del 26%. (riproduzione riservata)