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Stéphane Boujnah
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Scontro Cdp-Euronext: Boujnah non molla su Borsa spa. Il tema della vacatio dell’ad

22 maggio 2026, 02:00 Ultimo aggiornamento: 11:24

Il ceo di Euronext in audizione in commissione banche sullo scontro con Cdp. Sostiene che i rapporti con Cassa Depositi e Prestiti sono buoni ma non cede sulla clausola per le nomine. Il presidente Zanettin chiede gli atti

Va tutto bene. Sì, esiste una divergenza su una clausola ma l’Italia è ben rappresentata e sostenuta all’interno del gruppo Euronext. Questo, in sintesi, il messaggio di Stéphane Boujanh, ceo della holding dei listini europei che controlla anche Borsa Italiana, davanti alla Commissione Banche che ha chiesto di audirlo ieri nel mezzo dello scontro con Cdp, socio di riferimento (fa parte del patto parasociale con una quota dell’8% del capitale) del gruppo con sede legale a Parigi.

Le tre audizioni: Boujnah, Scannapieco, Giorgetti

La commissione, presieduta da Pierantonio Zanettin, a inizio mese si era recata in Piazza Affari per incontrare l’ad di Borsa spa, Fabrizio Testa. E sempre sulla questione Zanettin sentirà prima l’ad di Cassa, Dario Scannapieco (il 4 giugno) e poi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti (il 18). Ma quella intercorsa con Cdp «non è una crisi», ha detto Boujnah a MF-Milano Finanza dopo l'audizione.

«I progetti che abbiamo in comune sono molto più importanti di una singola divergenza. D'altronde è come in una grande famiglia: a volte ci si intende di meno». Interpellato sul rapporto col governo Italiano, Bounjah ha spiegato che «le relazioni sono molto buone» e che «almeno una volta l'anno» incontra il ministro Giorgetti. Sull'ipotesi di un vis-à-vis con Scannapieco, invece, non ha fornito una risposta precisa.

Boujnah ha però confermato quanto aveva riferito un paio di giorni fa in occasione dei conti sul primo trimestre. Ovvero che il top manager del gruppo ha buoni rapporti con il socio italiano, che l’Italia cresce bene all’interno della federazione delle borse europee e che sì, esiste un problema: quello della clausola. Ovvero i patti sottoscritti nel 2020 fra Cdp e Euronext per la nomina dei vertici di Borsa Italiana.

Secondo Boujnah, infatti, l’interpretazione corretta dell’accordo - il testo ha prodotto finora una serie di cause mosse da Cdp contro la holding dei listini – indica che solo in caso di vacatio dell’ad di Borsa spa (prima nomina o per dimissioni anzitempo) il gruppo dovrebbe chiedere l’assistenza di un head hunter perché selezioni i candidati. Fatto su cui Cdp non concorda, perché Scannapieco ritiene che l’Italia, in quanto azionista di riferimento con l’8% circa delle quote in capo alla Cassa, deve stabilire in autonomia i vertici di Borsa a ogni mandato.

Zanettin chiede di acquisire i documenti, compresi i patti parasociali

Di qui le cause: due (ad Amsterdam e a Milano) sono finite a favore di Euronext, ne restano altre due pendenti il cui esito è atteso fra un anno, che dovranno entrare nel merito della questione. Il presidente della Commissione Zanettin, ha detto a questo giornale di aver «molto apprezzato la franchezza con cui Boujnah ha esposto la linea di Euronext» e di aver «chiesto di acquisire tutti i documenti, compreso il patto parasociale». Intanto Boujnah ha perso il suo braccio destro: Anthony Attia lascia la holding per ricoprire la carica di ceo di una delle borse più importanti, l'Asx di Sideny. (riproduzione riservata)



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