Le nuove tratte e la ripresa dei flussi turistici consentono a Save di chiudere l’anno con risultati in crescita e debito in calo, numeri che potrebbero aiutare la chiusura della trattativa fra i fondi Dws e Infravia, da una parte e Ardian, (distanza sul prezzo di circa 300 milioni) dall’altra, nel riassetto del capitale. Il polo aeroportuale del Nordest presieduto dal banchiere di Finint Enrico Marchi (il fondatore ha il 12% di Milione, la holding alla testa di Save, il restante 88% è diviso fra i due fondi) ha chiuso il 2024 con 255,2 milioni di euro di ricavi, in aumento dell’8,7% rispetto al 2023.
L'ebitda è stato di 129 milioni, in crescita del 9,6% e il risultato netto di 73,4 milioni, in aumento del 24,2%. I numeri sono relativi a Save spa, la società che gestisce gli scali di Venezia e Treviso, mentre non consolidano i numeri relativi agli aeroporti di Verona, Brescia e Charleroi gestiti sempre da Save. I passeggeri nei due scali veneti sono stati 14,6 milioni (11,6 milioni Venezia, 3 milioni Treviso), in crescita dell’1,9% sul 2023. Da gennaio ad aprile 2025, Venezia e Treviso insieme hanno totalizzato 4,2 milioni di passeggeri (3,2 milioni Venezia, 982 mila Treviso), in crescita del 4,3% rispetto allo stesso periodo 2024.
«L’anno in corso procede con un buon andamento del traffico, in aumento rispetto all’anno precedente, alimentato da nuovi voli che consolidano il ruolo del Marco Polo quale terzo scalo intercontinentale nazionale», dice soddisfatto Marchi.
Nel periodo estivo Save copre 11 destinazioni di lungo raggio (New York Jfk, New York Newark, Atlanta, Philadelphia, Washington, Dallas, Toronto, Montreal, Dubai, Doha, Shanghai nazionale) a cui si aggiungeranno i voli su Jeddah e Riyadh in Arabia Saudita e su Larnaca di Cyprus Airways. Il Nord America si conferma il primo mercato intercontinentale per Venezia, con flussi che nel 2025 supereranno complessivamente 1,2 milioni di passeggeri.
Save - che ha ridotto anche il debito (posizione finanziaria netta di 135,4 milioni di euro, in miglioramento di 33,3 milioni rispetto al 2023) - ha deciso di non distribuire dividendi (per aumentare il patrimonio netto) considerando gli investimenti in corso (2 miliardi entro il 2037) che puntano a far salire il flusso passeggeri a quota 20,8 milioni a fine piano. (riproduzione riservata)