Ardian prova a strappare una governance paritaria a Finint su Save. Iniziano a emergere i primi dettagli della trattativa in esclusiva fra il fondo francese (che è appena salito anche al 32,6% di Heathrow) e Finint sgr sulla vendita delle partecipazioni in mano a Infravia e ai tedeschi di Dws negli aeroporti Save.
Dopo l’opa del 2027 che ha delistato la società che gestisce gli scali di Venezia, Treviso, Verona e Brescia-Montichiari (in portafoglio c’è anche l’areoporto belga di Charleroi), Dws e Infravia hanno il 44% a testa della holding Milione, a cui fa capo il 98,8% di Save (1,2% sono azioni proprie), mentre la Finint del banchiere Enrico Marchi ha il 12% ma tiene in mano il pallino della governance.
Lo statuto infatti gli permette di nominare i vertici e gli ha assegnato di fatto un potere di veto sugli aspetti chiave della vita del gruppo.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Ardian (che valuta il 100% di Save un miliardo di euro) avrebbe ottenuto nella trattativa con Finint di poter salire al 50% con una governance più equilibrata, mentre nei piani iniziali il nuovo Infrastructure Sustainable Fund di Finint Infrastrutture sarebbe dovuto salire ad almeno il 51%. Le parti stanno trattando anche sul prezzo. Il miliardo di euro messo sul tavolo da Ardian supera i 900 milioni di equity value offerti nei mesi scorsi dagli australiani di Ifm e da Brooksfield. Ma Dws e Infravia vogliono riottenere i multipli del 2017 (15 volte l’ebitda) in modo da valorizzare l’asset circa 1,3 miliardi.
Fino a qualche settimana i due investitori internazionali spingevano per organizzare un’asta in modo da cedere le quote al miglior offerente entro giugno, ma l’esclusiva assegnata da Marchi ad Ardian (seguito come advisor da Mediobanca) ha cambiato lo scenario. Le parti stanno ancora trattando su alcuni aspetti della governance e sul prezzo ed è possibile che su questo alla fine si incontrino a metà strada.
Rimarrebbe da risolvere il problema degli oltre 400 milioni di euro che l’Infrastructure Sustainable Fund di Finint dovrebbe sborsare. Con un accordo su un equity value di 1,1 miliardi, il 12% di Save in tasca a Marchi varrebbe circa 130 milioni di euro. Il resto dovrebbe arrivare quindi dal nuovo fondo della merchant bank nordestina, la cui raccolta finora non è decollata.
A quanto risulta, le parti hanno studiato un meccanismo che in caso di intesa sul prezzo renderebbe possibile chiudere il riassetto di Save in anticipo rispetto al completamento del fundraising, su cui in Finint si sta lavorando pancia a terra. Nei mesi scorsi il nuovo fondo nordestino ha scontato il fatto di non avere track record da esibire e di essere sostanzialmente ritenuto mono-asset, anche se redditizio.
Si scommetterebbe anche sul fatto che in caso di closing la presenza di Ardian - che ha già investito con successo sugli aeroporti italiani (con 2i di F2i) e ha forte expertise del settore - sia in grado di superare le perplessità degli operatori di mercato attivi sul dossier, facendo da market mover anche per la chiusura della raccolta. (riproduzione riservata)