La trattativa fra i francesi di Ardian e i fondi Dws e Infravia per la vendita dell’87,8% degli aeroporti veneti Save prosegue e «con il passare del tempo le distanze si stanno accorciando». Lo assicura a MF-Milano Finanza il patron di Finint Enrico Marchi, che tramite il veicolo Sviluppo 87 ha il 12% di Milione, holding proprietaria del 98,8% di Save, e presiede la società infrastrutturale. «Non si è mai visto che in un’operazione finanziaria di questa importanza, compratore e venditore si trovino subito d’accordo sul prezzo», dice il banchiere d’affari. Il fondo di Finint Infrastrutture (target di raccolta a 600 milioni di euro) e Ardian avranno una quota paritaria nel capitale, ma la governance resta blindata nelle mani della sgr nordestina.
Domanda. Quindi la trattativa fra Ardian, da una parte e Dws-Infravia, dall’altra per il riassetto di Save è saltata?
Risposta. Assolutamente no. Non si è mai visto che in un’operazione finanziaria di questa importanza, compratore e venditore si trovino subito d’accordo sul prezzo. Siamo all’interno di una normale dialettica fra chi compra e chi vende. Assicuro che gli advisor - Mediobanca per Ardian e Morgan Stanley e Rothschild per i venditori Dws e Infravia - continuano a essere in costante contatto. Il dialogo procede. Con il passare del tempo le distanze si stanno accorciando. Per evitare il conflitto di interesse - visto che io reinvestirò - la trattativa viene portata avanti da questi tre soggetti. Io sono un azionista stabile e industriale.
D. Che tempo vi siete dati per la buona riuscita della trattativa? A giugno Dws e Infravia potrebbero però procedere con un’asta per vendere la quota al miglior offerente…
R. Non abbiamo urgenza. Dws e Infravia sono liberi di procedere come meglio credono, ma l’accordo tra Finint Infrastrutture sgr e Ardian rimane valido. C’è una forte partnership di lungo periodo fra l’azionista industriale e un operatore finanziario e una società come Ardian, che è uno degli investitori istituzionali più importanti d’Europa e, oltretutto, con forte expertise proprio nel settore aeroportuale. Dei colloqui con Ardian ho peraltro tenuto informati gli attuali azionisti sin dall’inizio. Detto questo, dopo 8 anni da soci sono certo che continueremo ad avere ottimi rapporti sia con Dws sia con Infravia, com’è stato con Morgan Stanley dopo il riassetto del 2017, tanto che con Banca Finint siamo stati loro advisor nella recente operazione Salcef. E poi il business sta andando molto bene.
D. Di Save?
R. Esatto, la società è in continua crescita. I nostri colleghi cinesi ci hanno informato che il volo diretto Venezia-Shanghai, che abbiamo lanciato lo scorso anno, è stato il miglior volo in termini di load factor tra quelli che hanno aperto nel 2024 e forse anche quello che in assoluto nel primo anno d’operatività è andato meglio. Il traffico aeroportuale è in salute e lo scalo ha ottime potenzialità d’ulteriore crescita, per esempio quest’anno apriremo altri collegamenti con Washington e Dallas. Lo gestiamo da 25 anni e oggi il polo aeroportuale del nordest supera i 18 milioni di passeggeri con un’ottima redditività e con partecipazioni anche all’estero a Charleroi.
D. Quindi è fiducioso nel riuscire a disegnare un nuovo assetto azionario del gruppo nordestino?
R. Sì. Ho sempre contato sull’importanza dei fatti e della correttezza fra soci. Con Morgan Stanley prima e con Dws e Infravia oggi. Il management poi ha lavorato bene.
D. Ha già preso accordi con Ardian sui meccanismi di nomina dei vertici e della rappresentanza nel board?
R. Sì e visti gli ottimi risultati realizzati fino a ora il management attuale rimarrà alla guida di Save.
D. I pesi nell’azionariato cambieranno?
R. L’obiettivo è assegnare a Finint Infrastrutture sgr e ad Ardian quote paritarie. Entrambi avranno il 50% del capitale.
D. Per ridisegnare il nuovo azionariato di Save serve però rendere operativo il primo fondo di Finint Infrastrutture sgr. Come sta andando la raccolta?
R. La commercializzazione del fondo non è ancora partita, ma c’è interesse a investire, dobbiamo attendere che si giunga a un accodo formale per la vendita dell’88% di Milione (la holding che ha il 98,8% di Save, ndr), in mano ai fondi. Il pre-sounding con investitori istituzionali perlopiù internazionali ha avuto ottimi riscontri. Un grande operatore internazionale si sta occupando del fundraising. Però per partire con la commercializzazione del primo fondo di Finint Infrastrutture dobbiamo chiedere le necessarie autorizzazioni formali, e prima vogliamo conoscere il prezzo di vendita e l’enterprise value della società. Il target di raccolta del primo fondo si aggira intorno a 600 milioni.
D. E se la raccolta non dovesse essere completata in tempo?
R. Ardian, con cui c’è una conoscenza di lunga data e con cui si è creato un rapporto ottimo, si è offerto di aiutare Finint Infrastrutture sgr a completarla per mettere a segno il riassetto di Save, ma non è stato il solo. Siccome volevamo fare un’offerta che fosse fully financed e siccome la commercializzazione del fondo non può partire senza il closing della vendita delle quote di Milione, abbiamo costruito un meccanismo-assicurazione che nel caso in cui Finint Infrastrutture non dovesse completare la raccolta per tempo la differenza verrebbe anticipata da Ardian. Ma anche in questa evenienza, non ci sarebbero impatti sulla governance di Save. Quindi non è vero, come qualcuno ha scritto, che ci sarebbe un obbligo a vendere.(riproduzione riservata)