Direzione super app. La crescita di Satispay, alimentata anche dalla diversificazione con lo sbarco nel Welfare e negli Investimenti, continuerà a passare per l’espansione delle linee di business, con il lancio di nuovi prodotti. Una strategia che sta iniziando a dare i suoi frutti anche nel bilancio, come si vede nei risultati 2024, seppur non ancora nell’ultima riga perché l’unicorno italiano fondato da Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta è ancora in piena fase espansiva e di investimenti che, inevitabilmente, vanno a pesare sul risultato finale.
Partiamo dai numeri 2024, che MF-Milano Finanza è in grado di anticipare avendo visionato la prima relazione strategica redatta dall’unicorno italiano, frutto degli sforzi del neo-cfo Giorgio Berardi. L’anno scorso Satispay ha registrato ricavi dal network - ossia generati da consumatori, esercenti e aziende attraverso i servizi sviluppati dal gruppo - per 46 milioni di euro (+66%). Allargando lo spettro agli anni precedenti, Satispay mette in evidenza un cagr 2020-2024 del 100%. I ricavi ricorrenti annuali a dicembre, invece, erano 60 milioni, +63% rispetto a dicembre 2023.
La crescita viene spiegata così da Dalmasso: «Il 2024 è stato un anno particolare che ha registrato una crescita di cui siamo molto fieri, con un forte focus sulla spinta della linea di business del Welfare e con il lavoro per arrivare a lanciare il ramo Investimenti nel 2025». Dal punto di vista finanziario da segnalare anche i depositi dei clienti saliti a 476 milioni a fine dicembre 2024 (+43%, a maggio lievitati ancora oltre 520 milioni) che ha portato le attività totali a 616 milioni.
Sul fronte del business, gli utenti si attestavano a 5,2 milioni (oggi sono oltre 5,5 milioni) con una rete di 364 mila esercenti coinvolti, ora oltre 400 mila. A dicembre 2024 circa 20 mila i datori di lavoro utilizzavano i servizi di Welfare Satispay, che al gruppo garantiscono una marginalità media del 10%, per volumi di ordine per 47 milioni. Dati oggi lievitati a 25 mila datori di lavoro e 100 milioni di volumi degli ordini.
Alle note positive, si affiancano risultati ancora negativi sul fronte dell’ebitda e del risultato netto. Satispay ha registrato un ebitda negativo per 39 milioni, in miglioramento del 18% rispetto ai -45,5 milioni del 2023, e un rosso in leggero aumento da 46,3 a 47,3 milioni, su cui hanno pesato 5,1 milioni di costi non ricorrenti dovuti anche alla svalutazione della partecipazione in Onyon.
«Siamo ancora in fase di investimento e nel 2024 abbiamo lanciato una campagna di assunzioni necessarie per spingere il ramo Welfare e lavorare su sempre più nuovi prodotti da lanciare», rassicura Dalmasso. Tanto che i costi per il personale sono passati da 29 a 40,8 milioni. Inoltre, aggiunge l’ad, «Satispay ha un gross margin superiore alla media del mercato fintech, che in genere oscilla tra il 50 e il 65% mentre noi siamo al 75%. Questo spiega anche la volontà dei nostri investitori di continuare a investire su di noi».
L’erosione di cassa, al netto del round da 60 milioni, è stata invece di 30 milioni, in netto miglioramento rispetto al -63 milioni del 2023. A fine 2024, quindi, la posizione di cassa è migliorata a 110 milioni. Risorse che dovrebbero essere sufficienti fino ad arrivare alla profittabilità del modello, salvo l’attuazione di una strategia più aggressiva per cogliere particolari opportunità nell’espansione del business.
La volontà di guardare oltre è evidente con la funzione Investimenti lanciata a maggio 2025 con il primo prodotto, il «Salvadanaio remunerato». Dopo poco più di un mese, gli investitori erano già 115 mila, di cui il 73% ha impostato dei depositi ricorrenti giornalieri, settimanali o mensili. Una percentuale «superiore alle aspettative» del gruppo. In autunno è atteso il lancio di nuovi prodotti che possano soddisfare esigenze temporali più lunghe.
Inoltre, Satispay sta continuando a studiare possibili espansioni del business con il lancio di nuovi prodotti. La raccolta dello scorso anno e la campagna acquisti di talenti hanno ampliato le possibilità dell’unicorno italiano, che ora è in grado di ragionare su più progetti contemporaneamente, mantenendo una flessibilità strategica.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a maggio è entrato nella squadra di Satispay anche un ex top manager di Paypal. Si tratta di Julien Ariaux, che del colosso statunitense dei pagamenti è stato global head of credit risk for pay later products per oltre quattro anni. In Satispay ricopre il ruolo di esperto di rischio del credito, figura essenziale già con gli attuali servizi dell’unicorno italiano e che potrà essere ancora più centrale in futuro. Satispay infatti sta valutando alcuni nuovi progetti tra cui, stando a indiscrezioni, potrebbe esserci anche il Buy now pay later.
«Stiamo studiando diversi possibili servizi da lanciare, nessuno dei quali è ancora confermato. Oggi possiamo permetterci di lavorare in parallelo su quattro-cinque progetti che non per forza dovranno vedere la luce», commenta Dalmasso in merito alle indiscrezioni. L’ad aggiunge anche che la volontà potrebbe essere quella di «uscire dal mondo del prepagato, non per forza con le rateizzazioni». (riproduzione riservata)