Satispay mette nel mirino il welfare aziendale. Da ottobre 2023 gli oltre 70 mila esercenti della ristorazione convenzionati saranno abilitati a ricevere i buoni pasto emessi dalla società guidata dal ceo Alberto Dalmasso. Oltre ai piccoli operatori li accetteranno anche grandi insegne della gdo come Basko, Borello, Coop Lombardia, Despar, Ekom, Nova Coop, Prestofresco, Tigros, e To.Market. Mentre i clienti potranno usufruire del servizio attraverso l’app della fintech.
Il vantaggio per gli esercenti è l’assenza di commissioni aggiuntive rispetto a quelle in genere chieste da Satispay: zero fino ai 10 euro e 20 centesimi per gli importi superiori. Inoltre, il buono pasto Satispay permette di incassarne il valore in un solo giorno lavorativo. Di solito, invece, gli operatori «si trovano a sostenere commissioni estremamente elevate che mediamente si aggirano tra il 12 e il 15%, con tempi di incasso fino a 120 giorni», si legge in una nota.
«In Italia il mercato dei buoni pasto vale 4 miliardi l’anno e prevediamo un cagr fino al 2030 del 5%: siamo dietro solo a Francia e Brasile», spiega Dalmasso, che in futuro punta a tutto il welfare aziendale, compresa la sanità. Quanto ai buoni pasto, il ceo precisa che «ogni anno nel nostro Paese vengono distribuiti 600 milioni di ticket, ma sono interessati solo 4 milioni su 25 milioni di lavoratori: quindi parliamo di un settore con un grande margine di crescita, anche grazie ai vantaggi fiscali offerti dallo Stato. Noi puntiamo a prenderci il 10% del mercato in tre anni e il 30% in cinque anni, concentrandoci sul privato».
A un anno dal passaggio a unicorno (settembre 2022) i numeri della fintech fondata dal ceo continuano a migliorare: i consumatori attivi sull’app sono 4 milioni, gli esercenti convenzionati sono 300 mila e i volumi annui si aggirano sui 3 miliardi. Il business dei buoni pasto darà una spinta ulteriore secondo Dalmasso: «In 18 mesi farà crescere il nostro fatturato del 10%». In generale, Satispay prevede di raggiungere i 110 milioni di ricavi consolidati nel 2023. Le commissioni da servizi di pagamento dovrebbero invece toccare i 28 milioni (+120%). Crescita che proseguirà con lo stesso tenore nel 2024, quando le net sales dovrebbero superare i 60 milioni. (riproduzione riservata)