Il complicato 2024 borsistico di Erg, il cui titolo dall’inizio dell’anno perde circa il 11%, non spaventa più di tanto gli azionisti della controllante San Quirico (Sq), ossia le famiglie Garrone e Mondini. Qualche giorno fa infatti a Genova s’è riunita l’assemblea dei soci guidata dal presidente Edoardo Garrone per approvare il bilancio 2023, chiuso nella parte ordinaria con un utile di 59,5 milioni rispetto a quello di oltre 927 milioni del precedente esercizio.
Gli azionisti hanno deciso che a valere sul profitto 29,5 milioni sono stati riportati a nuovo mentre è stata distribuita una cedola complessiva di oltre 30 milioni (pari a 1,8 euro per azione), identica a quella incassata lo scorso anno. L’utile del 2023 è frutto quasi interamente dei 59,8 milioni provenienti dalla controllata al 51% Sq Renewables, che a sua volta detiene il 62,5% di Erg, mentre circa un milione di proventi sono arrivati dalle partecipazioni nella quotata De Nora e in Banca Passadore, oltre a 8 milioni di interessi bancari attivi.
Peraltro nella scorsa primavera i Garrone e i Mondini hanno finalizzato proprio in Sq Renewables l’alleanza con il fondo Ifm Investors, che è salito dal 30 al 49% della sub holding, operazione già prevista nell’accordo siglato nel 2022 quando il private equity australiano era entrato nel capitale di Erg investendo circa un miliardo di euro. E fu proprio quel deal e il closing della cessione a Enel del settore idrolettrico di Erg che impattarono con una forte plusvalenza il bilancio dello stesso anno di San Quirico.
Guardando al bilancio consolidato, forte di un patrimonio netto di 3,4 miliardi, i ricavi anno su anno sono saliti da 729 a 854 milioni, derivanti per 767 milioni dal settore energia (727 nel 2022) e per 83 milioni dal nuovo settore di attività del fashion-luxury, entrato nel perimetro con l’acquisizione tramite il veicolo Sq11 della maggioranza di MinervaHub, il polo di una ventina di aziende italiane attive nelle finiture, nei materiali e nei servizi per gli accessori per la moda e il lusso, presieduto da Matteo Marzotto.
L’ebitda consolidato di Sq è cresciuto da 461 a 512 milioni con un risultato netto di esercizio diminuito da 347 a 189 milioni e un risultato netto di gruppo calato da 119 a 85 milioni, diminuzione anche in tal caso derivante dalle mancate plusvalenze che avevano beneficiato il conto economico del 2022. La holding, con 6,9 miliardi di asset, è attiva anche nel real estate attraverso Golfo e Qf Immobiliare, che detengono numerosi immobili in Liguria. A livello di gruppo gran parte dell’utile (74 milioni) è arrivato dal settore energia (Erg) mentre le altre società del consolidato hanno segnato un apporto negativo di 6 milioni. Buono invece il contributo dei 17 milioni provenienti dalla subholding Sq Invest che funziona di fatto come un single family office perché svolge l’attività di selezione e gestione degli investimenti utilizzando prevalentemente somme erogate a titolo di equity dalla controllante, che a fine del 2022 ha iniettato risorse per 300 milioni.
Sq Invest ha chiuso il 2023 con un patrimonio netto di 562 milioni e un attivo di 520 milioni, rappresentato negli asset immobilizzati da partecipazioni per 6,2 milioni e investimenti in 33 fondi di private equity con un net asset value di circa 130 milioni. Fra le partecipazioni figurano quote di minoranza di due private equity (Nb Aurora e Paesidium) e il 14% di un veicolo lussemburghese che ha investito in Engineering. I fondi di private equity sono allocati per il 60% negli Stati Uniti e per il 30% nell’Ue mentre l’asset class prevalente (60%) è quella di buy-out. (riproduzione riservata)