Milano risente attualmente di un’inattesa crisi normativa, che ferma i tanti progetti di riqualificazione urbana messi in cantiere per i prossimi anni. L'iniziativa «Salva-Milano», pensata per risolvere i problemi legati agli abusi edilizi, è stata ritirata dalla discussione in Commissione Ambiente della Camera, aggravando la situazione già critica del settore immobiliare.
Tra i più di 150 progetti sospesi ci sono opere di grande rilevanza per la trasformazione urbana della città. Tra i quali:
Il blocco dei progetti ha avuto un impatto economico sugli investimenti immobiliari fermi, che ammontano a circa 5 miliardi di euro. Questa cifra include sia i progetti direttamente sospesi sia i mancati introiti per il Comune, che sono stimati tra 60 e 80 milioni all’anno. Il danno economico complessivo, considerando le ricadute sul sistema economico cittadino, è valutato intorno ai 38 miliardi, secondo Scenari Immobiliari.
La crisi è aggravata dall'inchiesta della Procura di Milano, che ha messo in luce presunti abusi edilizi. Le indagini hanno rivelato casi di edificazioni travestite da ristrutturazioni e uso improprio delle normative edilizie. Ciò ha contribuito a una crisi di fiducia nel settore e ha portato al blocco dei permessi edilizi, creando un clima di incertezza che ha influenzato negativamente il mercato.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e il sottosegretario Alessandro Morelli avevano proposto il «Salva-Milano» come rimedio per chiarire le normative e rilanciare i progetti. Il provvedimento è stato ritirato a metà luglio, a causa di controversie politiche e nuove proposte avanzate dal Comune. Il governo ha dichiarato l’intenzione di includere il Salva-Milano in un futuro decreto Infrastrutture, ma senza fissare una scadenza precisa.
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