Il ruolo dell’euro digitale per garantire la sovranità monetaria dell’Europa e i rischi in arrivo dalle stablecoin, più un focus sull’impatto delle nuove norme e tecnologie. Sono i temi al centro del Salone dei Pagamenti 2025, giunto alla decima edizione.
«È essenziale che l’innovazione operi in un contesto di regole e sicurezza», dichiara il direttore generale dell’Abi, Marco Elio Rottigni, nella plenaria d’apertura. Parole a cui si segue un passaggio sulla nuova valuta che promette di rivoluzionare il settore: «La Bce lavora da tempo al progetto dell’euro digitale per rafforzare l’efficienza nei pagamenti, l’autonomia monetaria e l’indipendenza strategica dell’Ue».
Alle lodi sulla versione digitale della moneta unica, le banche hanno alternato anche alcune perplessità. Oltre al possibile calo dei depositi, che sarà limitato dall’imposizione di un tetto massimo per individuo, gli istituti di credito temono di dover sostenere gli ingenti costi dell’infrastruttura tecnologica della nuova valuta. Una rassicurazione è arrivata dal governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che alla Giornata del Risparmio 2025 ha spiegato come la maggior parte degli investimenti sarà effettuata da Bce e banche centrali.
Francoforte è pronta ad accelerare i suoi piani sull’euro digitale e domani (30 ottobre) dovrebbe avviare la fase di sviluppo, con una decisione che sarà presa dal Consiglio Direttivo riunitosi a Firenze. Per il lancio bisognerà aspettare invece il 2029, anno in cui la nuova valuta dovrebbe entrare in circolazione a tutti gli effetti, con vantaggi per cittadini e imprese. «Accanto a banconote e monete, l’euro digitale fornirà ulteriori opzioni (si potrà pagare anche offline, ndr)», sottolinea Rottigni, «che si affiancheranno alle soluzioni private».
È in questo modo che l’Europa risponderà alla crescente diffusione delle stablecoin, valute digitali per la quasi totalità ancorate al dollaro. Il presidente Donald Trump le promuove da tempo (le ha disciplinate di recente con il Genius Act) perché rafforzano il dominio del biglietto verde nel mondo e hanno come collaterali i Treasury. Quindi chi le emette finanzia anche il debito mostre (37 mila miliardi di dollari) degli Usa.
«Se strumenti di pagamento diversi, non interoperabili, si affermeranno sul mercato, ci saranno rischi sull’arbitraggio normativo e sulla frammentazione del sistema finanziario, oltre che per l’integrità finanziaria», spiega Chiara Scotti, vice direttrice generale di Banca d’Italia. «Stablecoin e cripto rappresentano un pericolo per la stabilità finanziaria e la sovranità monetaria». Ecco perché l’euro digitale è decisivo per l’Ue, senza dimenticare che permetterà di «costruire un’infrastruttura autonoma, operativa e resiliente», anche offline, oltre a «stimolare l’innovazione finanziaria».
Ne beneficerà quindi l’intero settore dei pagamenti, «cuore pulsante dell’economia» e necessario per «garantire l’inclusione», osserva Scotti. Ma per dare slancio all’evoluzione tecnologica, «il pagamento non deve essere solo efficiente e il meno costoso possibile, deve essere rispettoso della legalità», sostiene il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli.
«Viaggiamo verso una fase di massiccia diffusione di nuovi sistemi tecnologici di pagamento ed è indispensabile tutelare i cittadini, che non devono subire rischi elevati di evanescenza dei risparmi, ma avere la massima certezza del diritto basata sulla legalità. Questa è la sfida delle nuovissime forme di pagamento: occorre distinguere tra chi ha la pienezza della legalità e spingere chi che non ce l’ha verso il rispetto delle norme». (riproduzione riservata)