Saipem chiude l’anno con il botto. Così gli analisti dopo che il gruppo guidato da Alessandro Puliti ha comunicato domenica 21 dicembre che, in partnership con Offshore Oil Engineering, si è aggiudicato da QatarEnergy Lng un contratto Epci offshore per il pacchetto Comp5 del progetto North Field Production Sustainability Offshore Compression Complexes.
Il valore complessivo del contratto, anticipato da Upstream la scorsa settimana e ripreso da MF-Milano Finanza, è di 4 miliardi di dollari e la quota parte di Saipem ammonta a 3,1 miliardi. Il progetto North Field Production Sustainability è parte della strategia di QatarEnergy Lng per mantenere e incrementare la capacità produttiva del North Field, il più grande giacimento di gas naturale non associato al mondo, situato al largo della costa nord-orientale del Qatar.
Il contratto assegnato all’azienda italiana, della durata complessiva di 5 anni, prevede l'installazione di due impianti di compressione, ciascuno composto da una piattaforma di compressione, una piattaforma per gli alloggi, una piattaforma a supporto della flare per la combustione dei gas e i relativi ponti di interconnessione. Le operazioni di installazione offshore saranno condotte dalla nave da costruzione De He di Saipem indicativamente nel 2029 e 2030.
Questo nuovo contratto si aggiunge ai pacchetti Epci Comp2 e Comp3, assegnati a Saipem e comunicati al mercato, rispettivamente, nell'ottobre del 2022 e nel settembre del 2024, attualmente in fase di esecuzione. «L’assegnazione del pacchetto Comp5 consolida la collaborazione di Saipem con QatarEnergy Lng e rafforza la presenza della Ssocietà in Qatar quale partner per la realizzazione di progetti complessi su larga scala», si legge nel comunicato della società.
«Questo contratto importante assegnato da QatarEnergy implica che la divisione Asset based services di Saipem (gestisce le attività offshore di ingegneria, costruzione e servizi, ndr) nel quarto trimestre del 2025 avrà un rapporto book-to-bill vicino a 2x, con il portafoglio ordini, il backlog, di Abs probabilmente di nuovo superiore a 22 miliardi di euro e, a nostro avviso, una crescita dei ricavi per Abs «low to mid-single digit» nel 2026, coperta per oltre il 100%», sottolinea Jefferies.
Banca Akros evidenzia che il portafoglio ordini di Saipem alla fine di settembre era pari a 30,558 miliardi di euro e che nei primi nove mesi del 2025 la società ha acquisito nuovi contratti per 7,510 miliardi. «Questo nuovo contratto è di grandi dimensioni e conferma la forte posizione competitiva della società in Medio Oriente. Si tratta di una notizia positiva e confermiamo il rating buy e il target price a 3 euro sul titolo».
Per Equita (hold e target price a 2,70 euro) l’assegnazione ha implicazioni positive per il titolo Saipem in quanto rappresenta una quota rilevante della raccolta ordini stimata per il 2025 a 12,5 miliardi di euro, riducendo il gap residuo (circa 2 miliardi), che potrebbe essere colmato a inizio 2026. «Stimiamo una marginalità in linea con le attività shallow water».
Secondo i calcoli di Intermonte nel quarto trimestre del 2025 con questo nuovo contratto l’acquisizione di ordini del gruppo dovrebbe aver raggiunto 4 miliardi di euro per un totale da inizio anno pari a 11,5 miliardi rispetto all’assunzione attuale della sim di 13,2 miliardi (18,8 miliardi nel 2024). «Questo nuovo contratto conferma che l’outlook commerciale per Saipem nel segmento offshore continua a essere molto solido. Ribadiamo il rating outperform e il prezzo obiettivo a 3,10 euro sul titolo», conclude Intermonte.
La nuova commessa rappresenta circa il 9% del backlog attuale (13,5% per la divisione Asset Based Services), secondo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo (buy e target price a 3,2 euro), e, insieme ai nuovi ordini a partire da settembre del 2025, porta l’acquisizione di ordini di quest’anno vicino a 11 miliardi di euro, «non lontano dalla nostra stima di 12 miliardi di euro e in linea con l’obiettivo dell’azienda di acquisire ordini per 50 miliardi di euro nel periodo 2025-2028. La notizia è positiva».
Il titolo Saipem è in calo da inizio anno del 10%, in attesa che si concluda la fusione con Subsea 7, ma con un multiplo di 3 volte l’ev/ebitda questo contratto rappresenta un promemoria tempestivo del continuo supporto agli investimenti offshore, a detta di Jefferies. Separatamente, anche Subsea 7 sta registrando un altro dicembre molto forte in termini di nuove aggiudicazioni.
A proposito della fusione, secondo MLex, Saipem e Subsea7 hanno integrato la documentazione presentata all’autorità antitrust brasiliana, il Cade, a seguito di rilievi su informazioni incomplete nel filing originale. L’integrazione ha comportato la riattivazione del termine legale di revisione, che ora scade ad agosto 2026.
«Il closing nel secondo semestre del prossimo anno resta, quindi, raggiungibile, seppur con minor flessibilità», afferma Equita, «e il processo di approvazione regolamentare continua a rappresentare un overhang (eccesso di carta sul mercato, ndr) di breve periodo sul titolo, nonostante la fusione resti, a nostro avviso, creatrice di valore per Saipem».
Quindi Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 3,30 euro sull’azione (+4,33% a 2,48 in chiusura in borsa il 22 dicembre). Attualmente il consenso Bloomberg vede 17 rating buy sul titolo, 4 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 3,12 euro che implica un potenziale margine di apprezzamento del 31% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)