Saipem chiude i primi nove mesi del 2025 con ricavi ed ebitda in crescita ma una forte discesa degli ordini, passati da 13,5 a 7,5 miliardi di euro (- 44,5%). Secondo gli analisti, è l’effetto del ritardo in alcune aggiudicazioni. Ma il confronto anno su anno è penalizzato anche dai volumi record raggiunti nel 2024, caratterizzato da diverse maxi-commesse. Il gruppo prevede un recupero più marcato per la fine dell’anno. Restano tuttavia solidi i livelli del portafoglio ordini, pari a 30,6 miliardi di euro, che assicurano una buona visibilità sull’attività futura. Guardando ai numeri nel dettaglio, i ricavi dei nove mesi ammontano a 10,98 miliardi di euro (+8,4% sul 2024) e un ebitda adjusted di 1,2 miliardi (+32,7%), superiore alle attese. L’utile netto sale del 7,3% a 221 milioni, mentre il free cash flow raggiunge 908 milioni (+76,7%).
La società guidata da Alessandro Puliti conferma la guidance 2025, che prevede ricavi intorno ai 15 miliardi, un ebitda di 1,6 miliardi, cash flow operativo di circa 900 milioni e investimenti per 500 milioni.
La posizione finanziaria netta è positiva per 844 milioni, in miglioramento di 161 milioni da fine 2024 nonostante il pagamento di 333 milioni di dividendi.
Nel terzo trimestre la crescita dei ricavi è stata più contenuta a 3,77 miliardi (+1,6%), mentre l’ebitda ha mantenuto un ritmo a doppia cifra, salendo a 437 milioni (+28,5%). In frenata l’utile netto di 81 milioni (-8% sul terzo trimestre 2024), per effetto di maggiori oneri finanziari e ammortamenti. Sul piano industriale, la divisione Asset Based Services, che comprende le attività di ingegneria e costruzione offshore e onshore, ha generato 6,3 miliardi di ricavi (+14,9%) e un margine operativo lordo rettificato di 875 milioni (+37,8%), grazie alla crescita in Medio Oriente, America Latina e Africa del Nord e a nuovi contratti in Turchia, Azerbaijan e Guyana. Gli Energy Carriers (raffinazione, gas e impianti onshore) hanno registrato quattro miliardi di ricavi (+1,6%) con margini in risalita all’1,7%, mentre il Drilling offshore, penalizzato da manutenzioni e cancellazioni contrattuali, è sceso a 638 milioni di ricavi (-4,6%) ma con una redditività elevata, circa il 40% dei ricavi.(riproduzione riservata)