Nuova commessa per Saipem, mentre il gruppo accelera sull'aumento di capitale da 2 miliardi di euro. L'azienda italiana ha firmato con l'australiana Clough, in joint venture paritetica, un contratto per un impianto di urea in Australia del valore di circa 2,7 miliardi di dollari. La commessa è stata affidata da Perdaman Industries per lo sviluppo del sito sulla penisola di Burrup a nord-ovest di Karratha, lungo la costa dell'Australia occidentale.
Quota paritetica
L'accordo sostituisce quello precedentemente annunciato il 30 dicembre 2020, rimosso dal portafoglio ordini di Saipem alla fine del marzo 2022, e riflette il mutato scenario di mercato sviluppatosi a livello globale nei mesi recenti. La quota di ogni partecipante alla joint venture è pari a 1,35 miliardi di dollari ed include ulteriori disposizioni e meccanismi di compensazione che assicurano maggiore flessibilità nella gestione del rischio di un potenziale ulteriore deterioramento delle condizioni di mercato.
Impianto di ultima generazione
Lo scopo del lavoro prevede l'ingegneria, la fornitura delle attrezzature e dei materiali, la costruzione, il pre-commissioning e commissioning per l'esecuzione di un impianto urea di ultima generazione della capacità di 2,14 milioni di tonnellate all'anno. La joint venture Saipem-Clough collaborerà con Haldor Topsøe, fornitore leader tecnologico che utilizzerà la propria tecnologia per la costruzione del più grande impianto di ammoniaca al mondo su singola linea, mentre la tecnologia proprietaria Snamprogetti Urea del gruppo guidato dall'ad Francesco Caio sarà utilizzata per la produzione di urea. Clough è una società pioniera nel settore dell'ingegneria e costruzioni nata nel 1919 a Perth, nell'Australia occidentale.
Aumento di capitale in arrivo
Intanto come scrive MF-Milano Finanza si avvicina l'aumento di capitale di Saipem: entro metà giugno dovrebbe arrivare il via libera della Consob all'operazione da 2 miliardi di euro. L'idea è quella di far partire la ricapitalizzazione già dal prossimo mese, provando addirittura un varo leggermente anticipato rispetto a quanto già in programma. Il titolo, intanto, ha chiuso ieri una giornata brillante, guadagnando ben l'8,7% a 5,64 euro, in base al nuovo valore risultante dal raggruppamento effettuato il 23 maggio scorso, nel rapporto di 21 nuove azioni ordinarie ogni 100 esistenti. La capitalizzazione si è riportata a 1,2 miliardi di euro. Oltre all'effetto lungo della promozione da sell ad add da parte di AlphaValue/Baader, Saipem ha beneficiato anche dell'incremento del petrolio, quasi + 3% per il Brent, a 117,18 dollari. La tabella di marcia dell'aumento di capitale prevede una chiusura dell'operazione entro l'estate, come aveva annunciato Caio. La scadenza prevista inizialmente per l'iniezione di nuova liquidità era invece il 31 marzo 2023.
I giudizi degli analisti
Positivo il giudizio di Banca Akros che conferma il giudizio neutral e il prezzo obiettivo di 4,3 euro: "il contratto è di grandi dimensioni e suggerisce che l'outlook per il segmento degli impianti per fertilizzanti sta migliorando. Questa è una buona notizia". In linea Bestinver Securities (target e giudizio in revisione): "Una notizia positiva per Saipem la cui raccolta ordini nel primo trimestre 2022 è stata di 2,36 miliardi di euro, +48% su base annua, di cui 310 milioni nell'E&C Onshore, +78%. Ricordiamo che il margine di ebitda adjusted nel business E&C onshore è solitamente di circa il 5%, 1,2% nel primo trimestre. Riteniamo improbabile che il prezzo del titolo possa recuperare significativamente dai livelli attuali fino al completamento dell'aumento di capitale di 2 miliardi". Equita Sim (hold e target price di 4,5 euro invariati) calcola che "il contratto vale potenzialmente il 16% della raccolta ordini 2022 attesa. Trattandosi di un progetto onshore, stimiamo potenzialmente un ebitda margin a metà della singola cifra. Con questo contratto, riteniamo che la raccolta ordini E&C annunciata da inizio anno sia pari a circa 3,1 miliardi rispetto ad una nostra stima per tutto il 2022 di 8,35 miliardi". Ma il titolo a metà seduta cede l'1,67% a 5,55 euro. (riproduzione riservata)