La rete di presunta corruzione, con al centro le molteplici società riconducibili a Mirko Pellegrini, riguarda tantissimi lavori nella città di Roma, anche finanziati con fondi Pnrr e Giubileo. E per ora vede iscritti nel registro 15 indagati.
L’imprenditore 46enne avrebbe pagato, in contanti o sotto forma di orologi, viaggi, cene, auto a noleggio, i pubblici ufficiali per «pilotare» una serie di appalti per lavori pubblici. Le gare sotto osservazione del pm Lorenzo Del Giudice e dell'aggiunto Giuseppe Cascini sono 95 in totale (di cui 42 di competenza di Roma Capitale) per un totale di 92 milioni di euro, 72 dei quali spesi dal Comune anche grazie ai fondi del Giubileo.
Tra gli appalti vinti dalla Lap strade, una delle società di punta di Pellegrini, c'è il rifacimento di Piazzale Clodio, finanziato con il Pnrr. Ma il Comune di Roma non è di certo l’unico ente coinvolto negli appalti sotto la lente degli investigatori. Focus infatti sui «lavori di messa in sicurezza delle facciate, aggetti, coperture e infissi esterni» della scuola interforze della polizia in via di Priscilla, un appalto del Viminale. Poi le commesse con Anas (la «segnaletica marginale su A90 e A91», ossia il Gra e la Roma-Fiumicino) e Atac («manutenzione della segnaletica orizzontale e verticale» nelle aree di sua pertinenza). E non mancano gli aeroporti di Fiumicino («segnaletica air side e land side») e Ciampino («realizzazione di nuovi portali stradali»). La Ldp ha poi in gestione la segnaletica in diversi Municipi e la messa in sicurezza di una scuola elementare ad Arsoli, nell'area del terremoto del 2009.
Le indagini si concentrano in questa fase soprattutto sul rifacimento delle strade, laddove Pellegrini avrebbe vinto le gare con ribassi anche del 35% e impiegando una quantità di asfalto inferiore a quella prescritta dai contratti.
Per fare qualche esempio, un'altra società intestata da Pellegrini a prestanome, la Road 95, ha in corso un appalto di tre anni per la segnaletica in via della Magliana. E poi ci sono quelli per la viabilità modificata in occasione della Ryder Cup, de La Fenice per le banchine del Tevere nei tratti compresi tra i principali ponti cittadini, i lavori a piazzale De Bosis (al Foro Italico) e nel perimetro di Castel Sant'Angelo. I cantieri ancora aperti non sono a rischio sequestro, anche se verranno effettuati controlli per verificarne la sicurezza e il rispetto delle prescrizioni da eventualmente contestare a chiusura indagini. (riproduzione riservata)