Cercare un rendimento elevato con i bond? Missione ampiamente possibile secondo Fideuram-Ispb, la private bank del gruppo Intesa Sanpaolo che, da quanto appreso in anteprima da MF-Milano Finanza, ha avviato presso le sue reti il collocamento di una tipologia di fondo obbligazionario ancora poco diffuso nel mercato italiano. Il suo nome è High Income Credit, è gestito attivamente da Eurizon (la sgr del gruppo bancario) tramite un team guidato da Massimo Spadotto, e tecnicamente è un fondo alternativo aperto non riservato, classificato come obbligazionario flessibile.
Il fondo è composto da una componente liquida di titoli high yield, obbligazioni di società considerate meno sicure dalle agenzie di rating e quindi a rendimento più elevato, che costituiscono circa il 50% del portafoglio, e per il restante 50% (con la possibilità di arrivare fino al 60%) da collateralized loans obligations (clo), ossia credito che le banche concedono alle imprese non quotate. Questo 50% è a sua volta composto da un 30% circa di fondi Eurizon sul mercato del credito dei clo, e per il 20% da investimenti diretti in clo illiquidi, con duration tra i 3 e i 5 anni.
«Vediamo grande interesse sul credito, anche non quotato», spiega Gianluca Serafini, condirettore generale di Fideuram-Intesa Sanpaolo Private Banking, che cita ad esempio colossi come BlackRock. «Il gigante dell’asset management globale ha fatto acquisizioni importanti sul settore, puntando proprio sul credito non quotato, uno spazio di mercato in cui è possibile fare una gestione attiva efficiente».
Questo mercato, evidenzia Serafini, «di solito è destinato agli istituzionali: noi stiamo cercando di trasporre l’asset class nel mondo del private e del retail evoluto». Basteranno 25 mila euro per investire nel comparto, che è tuttavia classificato come investimento complesso: l’investitore non può avere più del 30% del suo portafoglio investito in questo unico fondo. «L’obiettivo lordo di rendimento», aggiunge il condirettore generale, «è dell’8% annuo, con commissioni di gestione dell’1,4%».
Come è maturata questa ipotesi di rendimento? «I clo», evidenzia Serafini, «fanno parte della categoria degli Abs, quindi titoli collateralizzati che hanno come sottostanti tra i 100 e i 150 prestiti erogati dalle banche alle aziende, che poi le banche cedono e vengono messi in un veicolo. Il rendimento di questi titoli, da quelli a rating tripla A fino alla parte più subordinata, va all’incirca dal 3,75% al 14%. Noi prendiamo sostanzialmente la parte in mezzo, quindi intorno all’8%».
Il rischio principale con prodotti di questo tipo è rappresentato però dal rischio dei default aziendali. Un pericolo sul quale Serafini si mostra abbastanza ottimista: «Negli ultimi anni ci sono stati pochissimi default, le aziende sono sane», spiega, «in fondi di questo tipo la gestione attiva è importantissima: Eurizon ha un team molto forte sul credito, e la nostra idea è quella di proporre alla clientela un prodotto interamente fatto in casa, facendo attenzione estrema a tutti i sottostanti del comparto».
Non esiste una finestra di collocamento del fondo, che nei primi giorni di distribuzione ha già raccolto più di 80 milioni di euro. La posizione può essere liquidata ogni tre mesi, quindi il nav è trimestrale. (riproduzione riservata)