BlackRock fa il pieno con gli Etf a scadenza sulle obbligazioni, di recente arricchita con un bis di fondi negoziati in borsa che hanno come sottostanti i Btp italiani. Lanciata lo scorso agosto, in nove mesi la gamma iBonds di iShares (parte della più grande società di gestione al mondo) ha raccolto 3,7 miliardi di dollari (al cambio attuale, 3,4 miliardi di euro). È quanto svelato dalla società di asset management nel corso di un evento tenutosi nella sede milanese di BlackRock ?alla presenza di Luca Giorgi, head of iShares and wealth BlackRock Southern Europe, e Manuela Sperandeo, BlackRock head of product for indexing and active Etf.
Attualmente gli iBonds hanno come sottostanti le obbligazioni corporate investment grade, i Treasury Usa e, da poche settimane a questa parte, i Btp italiani con scadenze nel 2026 e 2028. Si tratta in buona sostanza di Etf che investono solo in titoli di debito, governativi o societari, che abbiano una determinata data di scadenza: quando tutti i bond presenti nel paniere scadono, anche l’Etf stesso scade e il capitale viene pagato alla scadenza, più o meno come per una singola obbligazione.
Nella scelta dei bond di questi prodotti vengono adottati specifici parametri. «I criteri per scegliere il sottostante», ha detto Sperandeo, «è che i mercati di riferimento includano emissioni per almeno 200 miliardi e che siano titoli liquidi». Oltre alle specifiche geografie sono quindi importanti anche i profili di emissione, come è avvenuto per gli iBonds sulle obbligazioni investment grade.
Nel frattempo la più grande casa di gestione al mondo sta spingendo con forza sul segmento degli Etf attivi: un mercato in fase di ascesa che attualmente riguarda a europeo 36,7 miliardi di dollari di masse su 2.000 miliardi di masse degli Etp nel loro complesso, ma che vengono sempre più utilizzati – soprattutto negli Stati Uniti – per entrare in mercati che non si prestano all’indicizzazione passiva e per costruire prodotti pensati per determinati obiettivi (lo stesso principio degli iBonds a scadenza). Attenzione però. «L’intenzione non è quella di costruire prodotti sostitutivi agli Etf indicizzati», precisa Giorgi, che ritiene l’offerta degli Etf attivi «complementare» a quella dei tradizionali replicanti. (riproduzione riservata)