skin track
Il risiko delle banche → VAI AL DOSSIER
Risiko bancario, clienti a dieta: quando le fusioni non portano veri vantaggi ai correntisti
Corporate Italia Leggi dopo

Risiko bancario, clienti a dieta: quando le fusioni non portano veri vantaggi ai correntisti

di Fabio Pavesi
14 dicembre 2024, 09:00 Ultimo aggiornamento: 10:50

Quali benefici portano alla clientela i matrimoni tra istituti? Quali impatti su tassi degli impieghi e remunerazione dei depositi? Non sempre la maggior efficienza sui costi dà vantaggi ai correntisti  

C’è un grande assente nel florilegio di notizie e analisi sul risiko bancario italiano. Si parla molto di concambi, sinergie di costo, efficienza e di come la partita dei matrimoni influenzi i valori di borsa dei titoli coinvolti, nell’ambito di un comparto che negli ultimi due anni ha corso come non mai sul listino.

Poche parole se non nulla sulla clientela e sull’impatto che la concentrazione del settore può avere o meno sulla politica dei prestiti e sui tassi praticati sugli impieghi e sulla remunerazione dei depositanti. I matrimoni potranno forse portare a maggiori efficienze a un abbassamento dei costi, ma ben pochi vantaggi sono attesi per i clienti degli istituti coinvolti.

Unicredit e Banco Bpm al confronto

Basta guardare solo a titolo esemplificativo ai nuovi protagonisti del risiko, in particolare alle due banche Unicredit e Banco Bpm. Le condizioni del business tipico, ossia prestare denaro, sono in una fase di evidente contrazione per entrambe. Unicredit in Italia ha visto lo stock degli impieghi fermo a 146 miliardi a fine settembre di quest’anno. Solo un anno prima a settembre del 2023 i crediti alla clientela furono di 154,3 miliardi, per un taglio secco del 5,3%. Non che Banco Bpm sia stato più prodigo nell’erogazione di finanziamento all’economia reale.

A fine settembre lo stock era di 101 miliardi, in calo dai 105,4 miliardi di 12 mesi prima. Un dimagrimento più leggero del 4%, ma pur sempre un calo. Se si ripercorre all’indietro la dinamica ecco che la morsa sul credito si fa strutturale. Nel 2022 gli impieghi in Italia della banca guidata da Andrea Orcel assommavano a 168,4 miliardi: una caduta di quasi 23 miliardi in poco meno di 2 anni con una decrescita del 13,3% del portafoglio crediti destinato a famiglie e imprese italiane.

Anche Banco Bpm ha messo il freno. Lo stock di prestiti era di 109,4 miliardi a fine del 2022: ora è sceso a quota 101 con un taglio del 7,7%. La metà di quanto ha tagliato la seconda banca italiana. Ma pur sempre una decelerazione. È vero che il principale fattore a determinare la stretta creditizia è stata la domanda stoppata dal forte rialzo dei tassi che si sono impennati da partire dall’estate del 2022.

Ma alle banche la minor domanda poco ha importato, dato che i minori volumi sono stati più che compensati a livello di guadagni da interessi dal forte aumento dei tassi praticati ai clienti.
Di fatto tutte le banche (non solo Unicredit e Banco Bpm) hanno fatto più soldi del solito pur a fronte di impieghi in flessione. Una sorta di migliore dei mondi possibili per i banchieri che hanno visto aumentare di molto il margine d’interesse evitando al contempo di esporsi meno sul rischio credito.

Quanti interessi incassati

Qualche dato: Unicredit a fine 2022 ha realizzato interessi netti sul mercato italiano per 4,23 miliardi con impieghi per 168 miliardi. Nei primi 9 mesi del 2024 gli interessi netti sono saliti a 4,96 miliardi, oltre 700 milioni in più su una base prestiti scesa di oltre 22 miliardi. Un bagno di maggior redditività con un’attività in piena frenata.

Banco Bpm ha invece chiuso il 2022 con interessi netti per 2,31 miliardi e 109 miliardi di crediti in portafoglio. A fine settembre del 2024 gli interessi netti sono balzati a 2,58 miliardi con oltre 8 miliardi in meno di impieghi. Come detto, la nuova tornata di credit crunch pur in un clima di forte incremento a doppia cifra del margine d’interesse ha riguardato, chi più chi meno, l’intero sistema. Intesa Sanpaolo, tra gli istituti più virtuosi, ha visto il portafoglio impieghi consolidato scendere negli ultimi 12 mesi del 2% e di meno del 5% dal 2022.

Il portafoglio crediti del Credem è diminuito del 4,6% in 12 mesi. Mps ha invece spinto sull’acceleratore con una frenata di solo lo 0,2%. PopSondrio nel corso dell’anno ha tagliato il portafoglio del 2,5%, mentre l’altra grande banca tra le big, Bper, ha visto crescere nei primi 9 mesi del 2024 i prestiti dell’1%, anche se da fine 2022 portafoglio si è contratto poco più del 2%.
Tutte però - grazie alla volata dei tassi praticati alla clientela - hanno visto salire il margine d’interesse pur con calo dei volumi con percentuali a doppia cifra.

La stretta al credito di famiglie e imprese

E i dati a livello aggregato dell’intero sistema non possono che confermare la stretta. L’ultima rilevazione di Banca d’Italia del mese d’ottobre indica una contrazione del credito dell’1,1% negli ultimi 12 mesi con i prestiti più rischiosi alle imprese scesi del 3,1%. In un anno all’appello mancano 24 miliardi di minori crediti al mondo delle imprese, mentre sulle famiglie il calo è stato più contenuto a 6 miliardi. Ma il conto si fa più intenso andando a ritroso, a partire dagli ultimi due anni. Da ottobre 2022 sono stati tagliati, secondo i dati Abi, 90 miliardi di impieghi tra famiglie e imprese con un calo di oltre il 6% dello stock d’impieghi. Questo, come detto, in un quadro in cui i guadagni sul fronte del prestare denaro sono schizzati alle stelle, pur con la compressione dei volumi.

Del resto la forbice tra tassi attivi e passivi si è molto allargata dato che i tassi alla clientela sono saliti anche oltre il 4%, mentre la remunerazione dei depositi è rimasta di fatto ferma. O meglio è sì salita, ma a velocità assai più contenuta. Basti pensare che in pancia alle banche italiane ci sono depositi in conto corrente liberi per la bellezza di 1.300 miliardi, remunerati per anni a zero, e saliti solo di recente a un livello medio dello 0,5%. Quella raccolta da 1.300 miliardi è quasi un pasto gratis per le banche, dato che ora spendono in remunerazione 6,5 miliardi. Ma gli impieghi tra famiglie e imprese a ottobre del 2024 assommano a una cifra analoga pari a 1.261 miliardi e hanno consentito un incasso, in termini di interessi annui, per oltre 40 miliardi nelle ipotesi più conservative, mentre il costo dei quei miliardi è stato di solo 6,5 miliardi.

Se questo è il quadro, che ha fatto dell’ultimo biennio uno dei periodi più profittevoli del settore degli ultimi decenni, c’è poco da aspettarsi sul fronte della clientela. O meglio il taglio dei tassi riporterà l’anno prossimo e negli anni immediatamente successivi le banche sulla Terra, con i clienti che torneranno a pagare meno il credito, così come la remunerazione tornerà sui conti liberi a livelli intorno allo zero. Ma questo solo per effetto della politica monetaria non certo per la prodigalità delle banche. E tanto meno grandi vantaggi potranno sortire dai grandi matrimoni. Che possono far felici solo gli azionisti, non certo i clienti. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO + MF GPT LIGHT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Borsa in tempo reale
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

QUOTIDIANO DIGITALE + SITO + MF GPT*

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Magazine (Gentleman, Capital, Class, MFF/MFL)
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Pubblicità non invasiva
  • Newsletter, webinar e analisi esclusive per investire al meglio
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • MF GPT Risposte basate su fonti certificate 'Class Editori'
  • MF GPT Notizie e tendenze dei mercati
  • MF GPT Analisi di società e settori
  • MF GPT Grafici interattivi
  • MF GPT Report e notifiche personalizzate
  • MF GPT Archivio di Milano Finanza