La riforma relativa al settore del calcio attualmente all’esame del Parlamento «ha degli aspetti interessantissimi, perché tocca dei punti che molto prima di me erano stati evidenziati. E abbiamo molto bisogno che qualcosa succede perché non c’è dubbio che il sistema abbia una grande necessità di modificare alcune regole del gioco». Ma ci sono anche alcune «norme che vanno a sbattere con i principi dell’autonomia sportiva». Lo ha spiegato Giovanni Malagò, il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) in audizione in commissione Cultura al Senato nell’ambito dell’esame delle disposizioni in materia di sistema calcistico italiano.
In particolare, il ddl 102 promosso dal senatore Paolo Marcheschi (FdI) ha almeno tre punti che vanno contro l’autonomia sportiva. Il primo è «l’obbligo della convocazione nella squadra primavera di formati da almeno tre anni; il secondo riguarda la storia delle società professionistiche che non si può fare con un colpo politico (il provvedimento prevede un tetto di 80 club professionistici ndr); l’ultimo il discorso della missione premiale per le società che utilizzano giocatori under 23. Noi su questo ci stiamo muovendo, ma non credo debba essere un provvedimento legislativo».
Secondo Malagò, invece, la proposta di riconoscere il 2% degli introiti derivanti dalle scommesse al mondo calcistico «darebbe tranquillità al sistema».
Una buona notizia, per il nuovo numero uno della Figc, anche l’azzeramento dell’Iva «sul trasferimento dei calciatori professionistici, come c’è già con gli stranieri».
E tra i punti di forza del ddl: «C’è una volontà precisa di individuare delle risorse per il sistema calcio che non ricadano sul bilancio dello Stato e che siano destinate alla valorizzazione dei vivai, nel settore giovanile».
Tra le altre, la proposta di destinare il 10% del fondo relativo ai proventi dalla pirateria a favore del sistema calcio e del settore giovanile. «Bello, ma visto che questi sono fondi che sono presi e detratti dal nostro sistema non vedo perché qualcun altro possa beneficiarne e non debbano essere destinati al 100% a noi». Mettendo magari «anche qualcosa sul sociale affinché non ci sia reiterazione del reato».
Anche perché, ha aggiunto Malagò, «pensavo che le cose andassero meglio» quanto al fenomeno della pirateria. «Mi dicono che le leggi ci sono, mi dicono che manchi l'attuazione per quanto riguarda la sanzione».
Non ha esitato nella risposta il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti: «La Guardia di Finanza, che ringrazio, ha fatto un imponente lavoro con grandi risultati contro la pirateria. Incomprensibili le critiche e le polemiche», ha scritto in una nota. Cogliendo l’occasione per precisare «che ho chiesto a Gdf e Agcom un approfondimento per la piena applicazione dell'articolo 9 del cosiddetto decreto Dignità che prevede il divieto di pubblicità alle scommesse sportive in qualsiasi forma».
Sempre con il focus sui giovani, Malagò ha lanciato un appello sul vincolo sportivo, l’obbligo che lega un un atleta a una società tramite il tesseramento, abolito dal ddl per garantire libertà contrattuale ai calciatori. Il rischio, però, secondo la Figc, è la tenuta dei vivai dilettantistici. «Dateci una mano a rivederlo perché c'è un grido di allarme grandissimo. Aiutarci qui vorrebbe dire farlo anche sul nuovo corso dei giovani che vogliamo perseguire». (riproduzione riservata)