Un documento che diventerà la guida per banche, banche centrali, Authority sui mercati (la Consob in Italia) e che è stato messo a punto grazie al lavoro della Guardia di Finanza e del governo Usa con la collaborazione di oltre 40 Paesi nel mondo, Cina compresa. È stato pubblicato ieri, dopo oltre un anno di lavoro da parte del Financial Action Task Force (Fatf), il documento «Asset Recovery Guidance and Best Practices». Un lavoro di oltre 300 pagine scritto per assistere gli Stati nell’implementazione dei nuovi standard «in materia di aggressione ai patrimoni illeciti». Una guida pratica per gli intermediari e le autorità che insegna come comportarsi in caso di violazione della legge in materia finanziaria per recuperare gli asset.
La Guardia di Finanza, come si è visto, d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha svolto il ruolo di coleader del progetto assieme al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, coordinando il lavoro di un gruppo composto da rappresentanti del global network del Fatf e di organismi internazionali. Il Fatf, noto anche come Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (Gafi), è un organismo intergovernativo istituito nel 1989 dal G7, con sede a Parigi, per combattere il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
L’iniziativa, sottolinea la Gdf, rappresenta un passo «decisivo nel rafforzamento delle strategie di contrasto al riciclaggio». Il documento nasce come guida pratica di orientamento, destinato agli operatori del settore, ma anche ai policy maker. Al centro del lavoro, le attività di asset recovery: dall’individuazione e congelamento dei beni all’utilizzo di tecniche investigative avanzate, fino alla gestione e destinazione dei patrimoni confiscati a beneficio delle vittime e delle collettività coinvolte. (riproduzione riservata)