L’amministratore delegato di Revolut ha spostato la residenza negli Emirati Arabi Uniti. Peccato che le autorità di regolamentazione del Regno Unito, dove la fintech ha sede, non lo sapessero. Secondo il Financial Times, il cambiamento è emerso solo da alcuni documenti del family office del ceo Nik Storonsky, depositati a ottobre alla Companies House, e i regolatori avrebbero chiesto chiarimenti.
A ottobre Storonsky ha registrato alcuni atti del suo family office in cui figura il nuovo indirizzo. Negli Emirati, appunto. Tuttavia, i documenti di Revolut non recepiscono il cambiamento. In un file relativo all’ad, datato 12 novembre 2025, si legge: «The usual residential address of this person has not changed» (l’indirizzo di residenza abituale di questa persona non è cambiato).
Come si spiega questa discrepanza? Una persona vicina alla società ha detto al Financial Times che Storonsky gestirebbe Revolut dal Regno Unito e il suo family office da Dubai.
A questo punto Treasury, Financial Conduct Authority e Bank of England avrebbero avanzato una richiesta di chiarimento, secondo quanto riferito dal Financial Times. I regolatori vorrebbero assicurarsi che la modifica di residenza del ceo non incida sulla gestione della fintech, cofondata dallo stesso Storonsky (che ne è anche primo azionista) nel 2015.
Revolut, valutata 75 miliardi di dollari in un recente round di finanziamento, sta cercando di ottenere la licenza bancaria completa nel Regno Unito. Nel 2024, dopo tre anni di controversie con le autorità, ha avuto una licenza iniziale con alcune limitazioni.
Revolut ha replicato ai funzionari che il cambio di residenza non influisce sulla gestione dell’azienda. Inoltre, la fintech ha rilasciato una dichiarazione al Financial Times in cui sottolinea che «Revolut opera in 39 mercati» e il ceo Storonsky «divide il suo tempo tra il Regno Unito e le principali regioni internazionali», aggiungendo che «non ci sono stati cambiamenti nel suo ruolo o nelle sue responsabilità». (riproduzione riservata)