Se è vero che due indizi fanno una prova, allora è molto probabile che l’interesse degli investitori italiani stia progressivamente tornando verso il risparmio gestito, dopo quasi due anni di luna di miele con i titoli di Stato. Secondo quanto certificato da Assoreti, associazione di categoria dei promotori finanziari presieduta dal ceo di Banca Mediolanum, Massimo Doris, nel mese di agosto fondi, gestioni e prodotti assicurativo-previdenziali hanno registrato una raccolta prossima ai 2 miliardi di euro, su 2,4 complessivi (83% del totale). All’amministrato è andato il resto della torta, circa 480 milioni, ma con deflussi sulla liquidità.
Per il secondo mese consecutivo il gestito ha superato l’amministrato: un’anomalia nel contesto dell’ultimo anno e mezzo, quando la componente dei titoli di Stato (complici le emissioni record di Btp Valore) era stata sempre quella dominante in portafoglio. Il dato di agosto di Assoreti arriva peraltro a pochi giorni di distanza da quello di Assogestioni, che aveva certificato come, nel corso dello stesso mese, il saldo netto dell’industria italiana sia stato positivo per 4,81 miliardi euro, dopo una lunga fila di valori negativi.
Scorporando le singole voci, i fondi comuni hanno raccolto ad agosto 1,3 miliardi, valore più che doppio rispetto allo stesso mese nel 2023, mentre i prodotti assicurativo-previdenziali e le gestioni patrimoniali hanno raccolto rispettivamente 419 e 242 milioni.
Gli afflussi sui prodotti strutturati sono andati, come logico, a scapito degli acquisti di titoli di debito, sia sovrani sia corporate. La loro raccolta ad agosto è stata di 168 milioni: un valore che si confronta con quello monstre, da 2,5 miliardi, di agosto 2023. Sui titoli di Stato peraltro sono confluiti solo 35 milioni.
Considerando quindi la somma di gestito e amministrato, da inizio anno bilancio delle reti di consulenza è pari a 31,7 miliardi, in crescita del 4,7% nel confronto con l’anno precedente. Le risorse nette indirizzate sui prodotti del risparmio gestito, pari a 13,2 miliardi, rappresentano il 41,5% dei volumi totali.
A provare a dare una spiegazione di questo ritorno del gestito in portafoglio è Marco Tofanelli, segretario generale dell’associazione di categoria. «Oltre ai fattori di mercato, è la relazione costante di fiducia delle famiglie italiane con i consulenti finanziari a consentire una tempestiva rimodulazione delle strategie di asset allocation delle risorse, sempre nell’ottica di fornire risposte adeguate alle esigenze del cliente e in funzione del contesto», dichiara il manager. (riproduzione riservata)