Vento di cambiamento nel patrimonio dei risparmiatori seguiti dalle reti di consulenza. Secondo quanto censito da Assoreti, associazione di categoria presieduta da Massimo Doris (Banca Mediolanum) a fine settembre le masse in gestione dell’industria ammontavano a 880 miliardi di euro, segnando una crescita del 2,8% rispetto alla rilevazione di giugno. Interessante però notare che, dopo due anni di crescita costante e significativa, l’impatto dei titoli di Stato (soprattutto Btp) sul portafoglio totale sia rimasto invariato al 9%, a fronte di un incremento dello 0,3% (27,4% del totale) per i fondi comuni.
Tanto dipende anche, va detto, dalla performance dei mercati finanziari. E questo vale soprattutto per la componente di risparmio gestito (che oltre ai fondi include le gestioni patrimoniali e i prodotti assicurativo-previdenziali). Nello specifico, calcola Assoreti, la valorizzazione dei prodotti del risparmio gestito si attestava a fine settembre a 546,5 miliardi, segnando un incremento pari al 15,9% annuo che per 10,7 punti percentuali è determinato dall’andamento dei mercati finanziari, e per il resto dalla raccolta, rimasta positiva.
Importante notare anche che la parte di portafoglio coperta dal servizio di consulenza con fee specifica (si paga il servizio, non il prodotto) ammontava a fine settembre a 125,8 miliardi, rappresentando il 14,3% del patrimonio totale. «Il continuo incremento del patrimonio gestito dalle reti di consulenza», commenta il presidente Doris, «testimonia la capacità di cogliere le dinamiche dei mercati finanziari e le opportunità di investimento che questi offrono. In un periodo segnato da incertezze, questa capacità, insieme alla fiducia dei risparmiatori, ha consentito non solo di proteggere ma di ben valorizzare le attività finanziarie, evitando che un approccio attendista ne riducesse il valore e il potere d’acquisto». (riproduzione riservata)