Renault è attesa oggi a Roma per una serie di incontri con il governo italiano e alcuni ministeri chiave. Secondo quanto risulta a Milano Finanza da fonti a conoscenza del dossier, una delegazione della casa automobilistica francese avrebbe programmato un giro di confronti a livello istituzionale per discutere con l’Italia - da sempre un Paese centrale per il costruttore - la sua nuova strategia industriale dopo il cambio al vertice che ha visto Francois Provost subentrare come ceo all’italiano Luca de Meo e impostare una nuova rotta per Renault.
Al momento non risultano incontri fissati con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, ma fonti vicine al dossier confermano che anche con il dicastero guidato da Adolfo Urso un confronto potrebbe avvenire a breve. Più probabile, secondo le stesse fonti, che i primi colloqui possano tenersi con rappresentanti del governo, oltre che di altri ministeri e naturalmente anche di alcune delle principali istituzioni finanziarie pubbliche.
Al centro del confronto ci sarebbe la revisione della strategia del gruppo, delineata negli ultimi mesi con il piano «futuREady», che è stato lanciato a marzo da Provost e che segna un cambio di passo rispetto alla precedente fase della «Renaulution» di de Meo. In un contesto di domanda più debole del previsto per i veicoli elettrici e di crescente pressione competitiva, Renault ha infatti avviato un riequilibrio del mix tecnologico, rafforzando il ruolo dell’ibrido accanto all’elettrico.
In questo senso il gruppo francese sta rivedendo anche alcune attività considerate non più prioritarie. In particolare, Renault avrebbe rallentato in modo significativo lo sviluppo della rete di ricarica Mobilize Fast Charge, ridimensionando gli obiettivi di espansione in Europa e concentrandosi sul completamento di altri progetti già avviati.
Proprio la revisione degli investimenti legati all’elettrico e alle infrastrutture di ricarica sarebbe tra i temi oggetto del confronto con le istituzioni italiane, anche alla luce delle possibili implicazioni sulla filiera nazionale e sulle partnership industriali. Lo scorso maggio Renault, tramite la divisione Mobilize, è entrata nel capitale di Free To X (la start-up delle colonnine di Autostrade per l’Italia) per espandere la rete di ricarica rapida. Ma la volontà da Parigi sarebbe quella di non investire più nel progetto come prima, con la possibilità quindi che Renault possa considerare un’uscita dall’investimento.
Il gruppo non mette in discussione la propria presenza sull’elettrificazione in Europa e in Italia, ma il post de Meo è caratterizzato da un ridimensionamento delle ambizioni iniziali e da una maggiore disciplina finanziaria, oltre che da una selezione più rigorosa degli investimenti. Questo orientamento potrebbe avere riflessi sugli impegni legati allo sviluppo della mobilità elettrica, in un contesto di mercato che resta comunque in rapida evoluzione. (riproduzione riservata)