I ricavi e l’ebitda di Recordati crescono a due cifre. La società farmaceutica ha archiviato i primi nove mesi del 2025 con un utile netto pari a 326,3 milioni di euro, in flessione del 3,6% anno su anno, incluso anche un accantonamento non ricorrente per 14,1 milioni, a fronte di ricavi in crescita del 12,2% (+8,1% a perimetro omogeneo e a cambi costanti) a 1,956 miliardi, trainati dal forte slancio sia del segmento Specialty & primary care (farmaci destinati alla medicina di base e specialistica tradizionale; +3,2% a 1,129 miliardi) sia del segmento Rare diseases (malattie rare; +29,2% a 782,2 milioni).
Crescita a due cifre anche dell’ebitda a 743,9 milioni, +11,8%, con un’incidenza sui ricavi del 38%. «L’ottimo andamento dei ricavi è stato compensato parzialmente dal maggior livello degli investimenti a sostegno del lancio dell’estensione dell’indicazione di Isturisa negli Stati Uniti e di Enjaymo e della continua espansione geografica», ha precisato l’azienda.
Si ricorda che lo scorso 15 aprile la Food and drug administration statunitense ha approvato la New drug application integrativa per Isturisa (osilodrostat) per il trattamento dell’ipercortisolismo endogeno negli adulti con sindrome di Cushing che non possono essere sottoposti a intervento chirurgico o per i quali l’intervento chirurgico non ha avuto esito risolutivo. Quest’approvazione ha ampliato la precedente indicazione per il trattamento di pazienti con malattia di Cushing, un sottotipo della sindrome di Cushing. Gli investimenti aggiuntivi per Isturisa negli Stati Uniti aumenteranno gradualmente fino a un totale di 40-50 milioni all’anno.
Invece, Enjaymo, farmaco utilizzato per trattare l'anemia emolitica negli adulti con la malattia da agglutinine fredde (Cad), è stato acquisito da Sanofi nel 2024. Jefferies ritiene che questo mercato possa valere 270 milioni di euro negli Stati Uniti e 450 milioni a livello mondiale contro la stima della società di 250-300 milioni. «Tale obiettivo appare raggiungibile poiché Enjaymo è l’unica terapia approvata per la Cad e può contare sul know-how di Recordati nel segmento malattie rare per supportarne il lancio», ha sottolineato Jefferies.
Il free cash flow è sceso a 396,8 milioni. 37,5 milioni in meno rispetto ai primi nove mesi del 2024, con un maggior ebitda più che compensato dal maggior assorbimento del capitale circolante (riflette l’incremento dei livelli di scorte di magazzino negli Stati Uniti) e dall’incremento degli interessi passivi.
Mentre il debito netto è migliorato a 2,032 miliardi (leva pari a 2,1 volte l’ebitda) rispetto ai 2,154 miliardi di fine 2024, a seguito del pagamento di un dividendo per 138,5 milioni, dell’acquisto di azioni proprie per 101,4 milioni e del pagamento up-front di 25 milioni di dollari per i diritti di Vazkepa.
Il cda ha anche deliberato la distribuzione di un dividendo interim per l'anno 2025 pari a 0,63 euro per azione. Sarà pagato il 26 novembre.
«Siamo molto soddisfatti degli eccellenti progressi compiuti nei primi nove mesi dell’anno in tutto il business, specialmente nel settore Rare Diseases, e del forte slancio di Isturisa grazie all’estensione dell’indicazione», ha commentato l’ad, Rob Koremans, precisando: «in seguito a un’attenta analisi del mercato della sindrome di Cushing, siamo ora fiduciosi di poter raddoppiare le nostre stime di peak year sales di Isturisa a più di 1,2 miliardi mentre investiamo e perseguiamo attivamente la popolazione di pazienti non-overt, sbloccando così un potenziale aggiuntivo enorme».
L’azienda farmaceutica ha previsto che «la solida performance dell'intero business consenta di raggiungere risultati per l'esercizio 2025 in linea con la guidance originaria (ricavi tra 2,6 e 2,67 miliardi, ebitda tra 970 milioni e 1 miliardo, utile netto rettificato tra 640 e 670 milioni), ma è stato specificato «nella metà bassa dell'intervallo» a causa dei cambi più sfavorevoli del previsto (-3%): a 2,618 miliardi a livello di ricavi, +0,8%/-0,3% rispetto alla stima di Barclays e del consenso, rispettivamente, a 2,597 e a 2,626 miliardi.
Nel 2026 si aspetta che il segmento Rare diseases si avvicini al 50% dei ricavi totali con una crescita «high double-digit» a cambi costanti grazie all’accelerazione dell’adozione di Isturisa. Crescita «low single-digit» a cambi costanti per Specialty & primary care (ritorno a una crescita «mid single-digit» nel 2027), riflettendo anche la perdita della licenza di Cardicor (35 milioni l’anno). I margini rifletteranno gli investimenti aggiuntivi per Isturisa e l'impatto negativo dei cambi. Invariati gli obiettivi per il 2027 con una forte crescita organica accompagnata da operazioni di business development mirate e attività di m&a.
«I ricavi del solo terzo trimestre a 632,4 milioni sono superiori dell’1% rispetto al consenso e includono il contributo di Enjaymo per 34,6 milioni contro i 37,5 milioni nel secondo. L’ebitda rettificato a 247,6 milioni con un margine del 39,1% e l’utile netto rettificato a 165,3 milioni risultano, rispettivamente, superiori del 4% e del 5% alle attese del consenso», ha affermato Jefferies, notando che la guidance 2025 è stata confermata, sebbene si colloca nella parte bassa del range, «dove per altro già si trova il consenso», ha precisato il broker, confermando il rating buy e il target price a 61,50 euro sull’azione Recordati.
Lo stesso giudizio di Banca Akros (target price a 67 euro) secondo cui Recordati ha riportato vendite nei nove mesi sostanzialmente in linea con le sue stime e una redditività superiore alle attese. Concorda Mediobanca Research: «il trend organico della società è rimasto molto solido nel terzo trimestre, con una crescita organica dei ricavi superiore alle attese e una buona redditività. Oltre ai risultati trimestrali, il gruppo ha fornito una quantità di informazioni da digerire per il mercato, offrendo spunti sia agli investitori ottimisti sia a quelli più cauti. La guidance 2025 è allineata al consenso, mentre le indicazioni per il 2026 mostrano un tono prudente sui margini, ma un messaggio positivo sui ricavi. Con Recordati che quota a 12 volte l’ev/ebitda 2026 e a 15 volte il p/e ribadiamo il rating outperform e il target price a 65 euro».
Invece, Barclays ha ribadito il rating negativo underweight (target price a 50 euro), pur apprezzando i conti trimestrali oltre le attese, evidenziando che la nuova guidance 2026 «indica un anno di investimenti con -1% sulle vendite e -3% sull’ebitda rispetto alle stime del consenso. Ci aspettiamo una reazione mista ai risultati, considerando che il potenziale downside per le previsioni al 2026 può essere compensato dalle stime riviste al rialzo sulle vendite di Isturisa».
A Piazza Affari il titolo Recordati, dopo i conti e l’outlook, è salito in chiusura il 12 novembre del 2,39% a 53,45 euro (+3,88% negli ultimi tre mesi). Attualmente il consenso Bloomberg vede 6 rating buy, 5 hold e 1 sell sull’azione con un prezzo obiettivo a 59,64 euro. (riproduzione riservata)