Combattere la recidiva attraverso percorsi di formazione e lavoro, rendendo strutturali le iniziative di reinserimento. È l’obiettivo del protocollo d’intesa siglato dal Cnel, il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, con 16 organizzazioni rappresentanti delle categorie produttive in occasione della II edizione di «recidiva Zero. Studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere», evento organizzato in collaborazione con il Ministero della Giustizia.
«Vogliamo costruire un ponte tra il carcere e la società, con un progetto che vede coinvolti imprese, sindacati, volontariato, scuola e università, enti locali», ha spiegato Renato Brunetta, presidente del Cnel. «Spendiamo ogni anno 3,5 miliardi di euro per il sistema penitenziario, ma il risultato è un dato allarmante: oltre il 70% di recidiva. Il nostro impegno è colmare questo divario», ha aggiunto.
Il numero complessivo dei detenuti in Italia, riporta il Censis, è pari a 62.476, con un tasso di affollamento del 122%. I detenuti inseriti in percorsi di istruzione di primo e secondo livello nell’anno scolastico 2023-2024 sono stati poco più di 19 mila (31,3%). Quelli iscritti a corsi di formazione quasi 4,5 mila (7,2%). I detenuti che lavorano sono 21.235 (34,3%) e fra questi l’85% alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria.
«È necessario garantire a chi esce dalla detenzione la possibilità di mettere a frutto quanto appreso durante la permanenza in istituto, contribuendo al contempo a sostenere le aziende italiane in cerca di manodopera», ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il Ministero del Lavoro ha, nel frattempo, messo a disposizione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) la piattaforma Siisl, il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa ideato dall’Inps avviando una sperimentazione che ha già coinvolto otto istituti penitenziari.
Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Marina Calderone ha concluso: «Dare una possibilità concreta a chi sta scontando una pena è un atto di giustizia sociale ed è necessario che ciascuno di noi faccia la propria parte. Aprire la piattaforma Siisl al mondo delle carceri rappresenta la strada giusta».
Il protocollo è stato siglato da Cia, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Confindustria, Confprofessioni, Conftrasporto, Copagri. Legacoop e Unsic. (riproduzione riservata)