Passa di mano il grattacielo di Rcs a Milano, l’immobile che ospita la storica sede del gruppo editoriale di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport.
Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, la banca d’affari americana Goldman Sachs ha appena venduto per circa 50 milioni di euro al gestore francese Arkea Reim il complesso ubicato nel quartiere milanese di Crescenzago. La firma dal notaio è arrivata mercoledì 5 febbraio. La transalpina Sienna Investment Managers, asset manager paneuropeo da 40 miliardi di euro di asset, è stata advisor di Arkea.
Ristrutturato nel 2007 dall’archistar Stefano Boeri, l’immobile di via Rizzoli è di 22 mila metri quadrati complessivi ed è composto da un edificio di quattro piani e da una torre di 80 metri (12 piani). Del complesso fa parte anche un parco. Oltre agli uffici di Rcs, i due palazzi ospitano anche i periodici del gruppo editoriale presieduto da Urbano Cairo e dal 2014 anche la redazione della Gazzetta dello Sport, prima invece di base nel quadrilatero di via Solferino-San Marco accanto al Corriere.
Pare che Rcs abbia rinnovato il contratto d’affitto (decennale) con la vecchia proprietà prima della cessione, operazione che dunque non avrà effetti sugli inquilini. Arkea Reim è una sgr immobiliare del gruppo Credit Mutuelle Arkea con 2,7 miliardi di euro di masse gestite da quattro fondi. Il grattacielo Rcs era entrato nell’orbita della banca d’affari americana a metà del 2019, quando i banker di Goldman Sachs avevano rilevato dal fondo Anastasia di Prelios un portafoglio di tre immobili a uso uffici da oltre 250 milioni di euro.
Oltre alla sede della Rizzoli, del pacchetto facevano parte anche due edifici a Roma, ora già dismessi. Pare che quello di via Rizzoli fosse l’ultimo immobile di proprietà in Italia dell’istituto statunitense e che tramite Gabetti sul dossier avesse messo gli occhi anche l’imprenditore Danilo Iervolino, proprietario della Salernitana ed ex patron dell’università telematica Pegaso, ora della galassia Cvc.
Il complesso era sul mercato dall’inizio del 2022, momento in cui prima dell’inversione dei tassi d’interesse le valutazioni erano doppie (circa 100 milioni di euro). (riproduzione riservata)