Le Olimpiadi Invernali sono finite da poco (il 6 marzo inizieranno le Paralimpiadi) e il Festival di Sanremo è nel vivo ma è già tempo di bilianci.
Il Festival della Canzone italiana ha ormai abituato a numeri record e, anche se i dati d’ascolto sono in flessione rispetto al 2025, le telepromozioni frutteranno alla Rai 75 milioni di euro secondo i dati di Unimpresa, a cui vanno aggiunti 28,5 milioni generati sulla filiera, per comprendere l’impatto economico della sola raccolta pubblicitaria: un dato che supererebbe il primato di 65 milioni raggiunto l’anno scorso.
Un brand può arrivare a pagare fino a 4.900 euro al secondo nel prime time, secondo le tariffe di Viale Mazzini, con spot da 60 secondi che possono superare dunque i due milioni di euro.
A fronte di costi organizzativi stimati tra 20 e 25 milioni, il margine lordo per l’emittente si aggira attorno ai 50 milioni, sempre secondo le stime di Unimpresa.
Il peso di Sanremo si evince dal fatto che in cinque giorni la Rai copre tra il 9 e il 10% della sua raccolta pubblicitaria annuale, ma il suo impatto coinvolge molti altri settori e operatori. L’impatto economico complessivo di Sanremo stimato da Unimpresa è di 300,8 milioni di euro, di cui 219 milioni di valore diretto e 81,8 milioni attivati lungo le filiere collegate: ogni euro speso direttamente nel Festival, genera 37 centesimi nell’economia allargata.
Le altre voci dell’impatto economico complessivo di 301 milioni, diretti e di filiera, sono: sponsorizzazioni e brand partnership (52 milioni), l’industria discografica (58,8 milioni), turismo, ospitalità e commercio locale (40,5 milioni), produzioni televisive e digitali (25,7 milioni) e il comparto moda, cosmetica e lifestyle (20,3 milioni).
Il mese di febbraio per la Rai è figlio di una congiuntura fortunata con Sanremo al via due giorni dopo la chiusura delle Olimpiadi italiane, che hanno generato all’emittente 1,56 milioni spettatori medi e il 14,2% di share (17,4% tra gli under 35).
Il dato deve ancora essere consolidato, ma «possiamo anticipare che è ben oltre i 20 milioni di euro, più del doppio dei Giochi di Parigi 2024. È un risultato che va oltre le nostre aspettative», ha dichiarato in merito alla raccolta pubblicitaria dei Giochi 2026 l’ad di Rai Pubblicità, Luca Poggi.
Per quanto riguarda Fondazione Milano Cortina, sono 550 milioni i ricavi pubblicitari e, come riportato da Italia Oggi, ammonta a 200 milioni l’incasso dai biglietti (per un prezzo medio di 154 euro a ticket) e a 570 milioni quello da diritti tv e sponsor del Cio. Un successo non solo sportivo, quindi, ma anche organizzativo, che, oltre all'eredità lasciata in termini economici (impatto da 5,2 miliardi di cui 2,5 a Milano) e infrastrutturali, potrebbe essere seguito da un altro grande evento: l’Olimpiade del 2040 a Roma. Sul tema circolano varie ipotesi, tra cui partnership con altre città, e se Giovanni Malagò, al Messaggero, lo definisce «prematuro», il dossier appare quanto mai caldo. (riproduzione riservata)