C’è anche Palazzo Labia a Venezia, un immobile del ‘700 che si affaccia sul Canal Grande e con affreschi di Giambattista Tiepolo nel Salone delle Feste, che ora ospita la sede regionale della Rai in Veneto. Palazzo Labia non è l’unico trophy asset del piano di dismissioni immobiliari che l’azienda pubblica ha avviato nel 2022 e che dopo quattro lunghi anni è entrato nel vivo.
Il vero gioiello, anche dal punto di vista economico, è il palazzo dell’architetto Giò Ponti in corso Sempione a Milano, lo storico centro di produzione Rai che, secondo alcune stime, potrebbe valere almeno la metà di quanto la tv di Stato mira a incassare dall’operazione, cioè oltre 200 milioni.
È partita dunque la gara per i 15 immobili Rai che Viale Mazzini ha deciso di vendere, anche per finanziare parte dei 500 milioni di investimenti che da qui al 2032 punta a trasformare il gruppo in una digital media company. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, l’advisor Kpmg (nella persona di Maurizio Nitrati) ha avviato la raccolta delle offerte non vincolanti. Nella prima fase della gara si sono presentati una trentina di soggetti fra cui, pare, anche Fintecna del gruppo Cdp.
Poi verrà aperta la data room, a cui seguiranno invece le offerte vincolanti per chiudere la vendita verso la fine dell’anno. Sui tempi della procedura però pendono alcune incognite. Molti degli immobili in portafoglio, tra cui i prestigiosi palazzi di Venezia e Torino, sono vincolati dai Beni Culturali. Il ministero della Cultura ha già manifestato l'intenzione di esercitare il diritto di prelazione, valutando la possibilità di destinare tali strutture a musei o attività culturali, un passaggio che influenzerà le tempistiche e le modalità di alienazione.
La Rai ha messo in vendita 15 immobili per un totale di oltre 150 mila metri quadrati distribuiti fra Milano, Roma, Firenze, Torino, Genova, Venezia e Cagliari su un portafoglio immobiliare complessivo di 750 mila metri quadrati. Stime interne parlano di un potenziale incasso tra 200 e 250 milioni, di cui oltre 100 dal palazzo in corso Sempione a Milano.
Del portafoglio in vendita fanno parte anche il Teatro delle Vittorie a Roma e il Palazzo della Radio a Torino, a due passi dalla Mole Antonelliana. Gli immobili Rai hanno un’età media di 40 anni e molti di questi sono considerati non più funzionali alle nuove esigenze produttive.
La strategia di dismissione è funzionale al potenziamento delle infrastrutture tecnologiche. La Rai sta inaugurando nuovi studi televisivi ad alta tecnologia a Saxa Rubra, i primi costruiti ex novo dagli anni '90, e sta posando la prima pietra del nuovo centro di produzione di Milano. Il nuovo polo meneghino, che si estenderà su 55.000 mq, ospiterà nove studi televisivi e otto studi radiofonici. (riproduzione riservata)