È presto per chiamare in causa la Goldilocks Economy che tanto piace agli investitori. Eppure il quadro dell’economia americana potrebbe volgere un domani proprio verso la cosiddetta economia di Riccioli d'Oro, ossia un ciclo equilibrato caratterizzato da una crescita moderata e un lieve aumento dei prezzi. La crescita c’è tuttora e l’inflazione non è domata; anzi, gli ultimi dati dicono che la Federal Reserve avrà il suo bel daffare per decidere se e quando abbassare i tassi d’interesse.Ma l’economia corre e la profittabilità aziendale viaggia a ritmi sostenuti.
Uno studio di questi giorni di Goldman Sachs rivela infatti che il ritorno sul capitale (roe) delle aziende dell’indice S&P 500 è tornato ai massimi storici superando il 20% nel rapporto tra utili netti e capitale. Il record precedente era del lontano 1997, durante appunto la fase Goldilocks, interrotta prima dallo scoppio della bolla Internet del 2000 e poi dalla crisi di Lehman Brothers del 2008. Anche il declino nel rendimento dell’equity durante la pandemia è stato ormai superato di slancio. A trainare la profittabilità delle aziende dello S&P 500 è stata soprattutto la forte crescita del primo indicatore della redditività operativa, l’ebit margin, salito di 136 punti base tra il 2022 e il 2023.
A calmierare la crescita dell’utile operativo sui fatturati interviene ovviamente la spesa per gli interessi sul debito, che con i tassi ancora elevati pesa eccome. L’analisi di Goldman Sachs mette in fila i vari settori quanto a incremento della redditività. Ai primi posti figurano le imprese dei cosiddetti consumi discrezionali, tra cui ci sono i titoli del lusso. Qui il livello corrente del roe si situa al 35%. Subito dopo arriva il comparto del tech americano, che ha dato spinta più robusta alla corsa dell’indice Usa. Per il tech il livello è al 34%. Anche la manifattura ha corso con un roe che ha raggiunto il 29%. I settori meno performanti sono le utility, gravate da alti debiti e su cui hanno inciso gli alti livelli della spesa per interessi, e l’immobiliare che, data la lunga leva finanziaria, soffre per l’incremento degli interessi sul debito.
Per il 2024 gli analisti di Goldman Sachs si attendono un rallentamento della corsa della profittabilità. Il fattore che continuerà a sostenere gli utili è la crescita economica, mentre la minaccia è un rimbalzo dell’inflazione, che porterebbe la Federal Reserve a ritardare se non annullare l’avvio della politica monetaria espansiva. Quanto ai singoli titoli, Goldman Sachs ha valutato le prospettive per l’anno in corso di un suo portafoglio azionario ideale. Tra i titoli del paniere tech gli analisti di Goldman prevede una forte crescita degli utili per azione di Advanced Micro Devices (Amd), che dovrebbero salire nel 2024 del 37% portando al 35% il return on equity del gruppo dei chip. E andando controcorrente scommette su un forte recupero di Intel, che, reduce dal -29% in borsa da inizio anno, dovrebbe vedere salire il roe al 37%. Tra i big dell’entertainment Goldman segnala Netflix, il cui utile per azione nel 2024 dovrebbe salire del 42%. Per la pay tv in streaming resta però il tema delle valutazioni.
Netflix infatti in borsa tratta 12 volte il patrimonio netto. Costa molto meno la farmaceutica Pfizer, reduce dallo sboom in borsa post Covid che ha fatto tornare il titolo ai livelli pre-pandemia. Il colosso Usa del pharma per quest’anno è atteso dagli analisti a una crescita degli utili del 21% e a un return on equity in salita del 19%. Un passo più lento è previsto per Nike, anch’essa in calo in borsa da inizio anno (-15%) e i cui utili sono attesi crescere a una sola cifra percentuale. Anche Nike sconta multipli «tirati» sul capitale netto con un valore di quasi 8 volte il patrimonio. Tra gli industriali gli analisti promuovono la divisione Aerospace di GE, che in borsa appare in salute (+50% da inizio anno) e dovrebbe vedere salire i profitti netti di oltre il 40% con un roe in crescita del 48%. Come accennato, però, sulle aspettative di profittabilità c’è l’incognita-inflazione: un ritorno di fiamma impatterebbe sulle decisioni della Federal Reserve in merito ai tassi d’interesse.In tal caso gli oneri sul debito resterebbero elevati e graverebbero sulle aziende con maggiore leva finanziaria.
In ogni caso il problema di Wall Street sono le valutazioni, che in seguito ai forti rialzi oggi appaiono «tirate». L’esempio estremo sono i big del tech, che viaggiano a 30-40 volte i profitti. studio di Goldman cita anche i titoli industriali, il cui prezzo medio si attesta a quasi sei volte il capitale, oppure i beni di consumo discrezionali, che valgono quasi cinque volte il patrimonio netto. Viste tali valutazioni, solo un forte incremento della redditività netta assicurerà la sostenibilità degli alti prezzi delle azioni. (riproduzione riservata)