L’S&P 500 quota a un multiplo di 20 volte gli utili 2024, livelli non certo economici. Tuttavia, Filippo Garbarino, gestore del fondo Lemanik Global Equity Opportunities, ritiene che gli utili societari in crescita e il graduale progresso sul fronte dell’inflazione porteranno a un ulteriore rialzo, seppur moderato, delle azioni durante i prossimi 6-12 mesi. Il tutto mentre il mercato è passato da scontare sei tagli dei tassi di interesse da parte della Fed (per un totale di 150 punti base) entro fine anno, a soli due tagli (per un totale di 50 punti base).
«Continuiamo a ritenere che lo scenario macroeconomico per i mercati azionari sia relativamente favorevole», sottolinea Garbarino. L’inflazione ha notevolmente rallentato (da un massimo del 9,1% al 3,5% negli Usa). Attualmente si stima che i tassi di interesse siano sufficientemente restrittivi da assicurare una graduale convergenza dell’inflazione verso il target del 2%. Pertanto, «è estremamente probabile che sia la Fed sia la Bce inizino a tagliare i tassi durante l’anno in corso, con la Bce a muoversi per prima. L’economia Usa rimane in buona salute. Inoltre, le società Usa hanno riportato utili in forte crescita nel primo trimestre del 2024», precisa il gestore di Lemanik.
Così il mercato azionario, osserva anche Alessandro Tentori, Chief Investment Officer Europe di Axa Im, è corso ben oltre le aspettative, basandoci sui sondaggi presunti anticipatori del ciclo economico: per esempio, nemmeno un indicatore autorevole come l’Ism (l’indice manifatturiero) aveva previsto la corsa dell’S&P500 negli ultimi 18 mesi. Quanto all’economia europea, «potrebbe fare meglio delle attese. Mentre si aspetta il dato sui salari, che potrebbe mostrare un aumento in Eurozona e causare grattacapi alla Bce, secondo la Commissione Europea l’economia sta accelerando», indica Tentori. «L’inflazione, come negli Stati Uniti, anche in Europa non sembra essere completamente sotto controllo. L’indice Zew mostra che l’economia tedesca potrebbe accelerare ancora più velocemente. Se i dati continueranno ad andare in questa direzione, potremmo avere anche un netto miglioramento e una revisione delle stime (la crescita attesa degli utili è intorno all’8%-10%, ndr). Non sembra, infatti, che, nonostante l’inflazione, le aziende al momento stiano soffrendo dal punto di vista dei margini e del profitti».
In questo contesto, a livello settoriale il portafoglio del fondo Lemanik Global Equity Opportunities non ha banche e petroliferi, settori considerati troppo rischiosi. Invece, il portafoglio «è sovrappeso sul settore diversified financials, per esempio, Visa, Mastercard, Moodys, S&P Global, Msci, industriale e chimico. I settori sanità e beni di consumo sono leggermente sovrappesati mentre i tecnologici sono sottopesati, con nessuna esposizione sul settore hardware», precisa Garbarino.
Per Tentori è preferibile avere un profilo di rischio più alto rispetto al 2023. Sulla base delle aspettative di crescita e inflazione, «sarebbe opportuno avere in portafoglio rischio equity o rischio high yield. Senza, tuttavia, dimenticare la diversificazione regionale: non solo equity Usa, ma anche Europa e Cina. Sembra, infatti, che ci possa essere meno valore sull’equity statunitense rispetto ad altre regioni, date le valutazioni». (riproduzione riservata)