Prysmian si avvicina all’uscita dalla Cina. Il colosso italiano dei cavi ha annunciato di aver siglato, attraverso la sua controllata Draka Comteq, un placement agreement per un pacchetto di oltre 37,5 milioni di Yangtze Optical Fibre and Cable, pari a circa il 5% del capitale sociale della società quotata a Honk Kong.
La cessione è avvenuta a un limitato numero di investitori istituzionali per 45,25 dollari di Honk Kong per azione. Il corrispettivo lordo per Draka è equivalente a pari a circa 1,7 miliardi di dollari di Honk Kong, che ai prezzi attuali equivalgono a circa 186 milioni di euro.
Al completamento del collocamento, Prysmian ridurrà la partecipazione indiretta in Yofc a circa il 5%, di fatto dimezzandola rispetto al 10% rimanente dopo l’operazione di luglio. Si tratta dell’ennesimo step verso l’uscita di Prysmian dalla Cina il collocamento è infatti il quarto collocamento nel giro di pochi mesi, con l’obiettivo di valorizzare la partecipazione ritenuta non più strategica dal gruppo guidato dall’ad Massimo Battaini.
Per completare il collocamento Draka e J.P. Morgan, sole bookrunner dell’operazione, hanno concordato di rinunciare al lock-up esistente. Draka ha concordato un nuovo periodo di lock-up di 30 giorni.
Prysmian ha annunciato anche di aver ottenuto il punteggio più alto nell’S&P Global Corporate Sustainability Assessment, su un totale di circa 180 aziende partecipanti nella categoria Electrical Components & Equipment.
Il punteggio ottenuto è di 85/100, il più alto nella sua categoria, con un incremento di 5 punti rispetto al 2024. I progressi più rilevanti si sono riscontrati in aree come quella della Materialità, Policy Influence e Materie Prime Sostenibili. (riproduzione riservata)