Prysmian continua a correre superando praticamente tutte le stime degli analisti e rialza la guidance per il 2025. Nonostante il netto cambio del cambio euro/dollaro, ora considerato a 1,14 rispetto al precedente 1,06, Prysmian prevede un ebitda adjusted tra 2.300 e 2.375 milioni (in precedenza 2.250-2.350 milioni) e un free cash flow tra 1.000 e 1.075 milioni (da 950-1.050 milioni).
Il rialzo delle previsioni per il gruppo dei cavi guidato dall’ad, Massimo Battaini, è generato da una forte performance nel primo semestre. Prysmian ha registrato ricavi nel secondo trimestre per 4,88 miliardi, con una crescita organica del 3,2%. Quasi tutte le business unit sono in miglioramento: Transmission (+22,8%), Power Grid (+5,2%), Specialties (+2,4%) e Digital Solutions (+2,9%). L’unica a soffrire è Industrial & Construction (-3,2%).
In totale i ricavi dei primi sei mesi dell’anno si sono attestati a 9,65 miliardi (+4% organico), includendo per un mese anche i dati di Channell. Il consesus stimava 4,81 miliardi nel trimestre e 9,58 miliardi nel semestre.
L'adjusted ebitda ha raggiunto 605 milioni nel secondo trimestre (+32%), mentre nel semestre ha toccato quota 1,13 miliardi (da 869 milioni). Il margine è così salito al 13,8% dal 12,6% dei primi sei mesi 2024. L'utile netto di gruppo è passato da 402 a 426 milioni. Gli analisti si attendevano rispettivamente 581 milioni e 1,1 miliardi di adjusted ebitda.
Il flusso di cassa netto è stato di 979 milioni, stabile rispetto al primo trimestre e all’intero 2024. L’indebitamento finanziario è arrivato a sfiorare 4,7 miliardi (dagli 1,32 miliardi di giugno 2024), dato dovuto ovviamente alle due maxi-acquisizioni di Encore Wire e Channell che hanno pesato negativamente per 5 miliardi.
Entrando nel dettaglio, la business unit Transmission ha confermato «un'eccellente crescita organica e un miglioramento della redditività». I ricavi sono saliti a 743 milioni nel trimestre (+22,8% crescita organica) e a 1,48 miliardi nel semestre (+37,9%). L’adjusted ebitda è salito rispettivamente a 125 e 250 milioni, con un margine stabilmente sopra al 17%. Il backlog ammonta a circa €16 miliardi.
Più reddittività e crescita organica anche per Power Grid. Nel trimestre i ricavi sono stati di 991 milioni (+5,2% crescita organica) e nel semestre di 1,86 miliardi (+1,7%). L’ebitda è salito a 134 milioni nei tre mesi e a 250 milioni nei sei mesi, con un margine del 15,6% e 15,4%.
Leggera flessione dell’Electrification (composto dalle due business unit Industrial&Construction e Specialties) sul fronte ricavi, anche se la marginalità è cresciuta. In totale nel semestre i ricavi sono stati di 5,57 miliardi, con una flessione dell’1,7% organico. La marginalità però è salita dall’11,2 all’11,9% con un adjusted ebitda di 528 milioni. Pesa il -3,2% di ricavi nel trimestre del business Industrial & Construction.
Infine positiva la performance di Digital Solutions nel secondo trimestre, che beneficia anche del consolidamento di Channell a partire da inizio giugno. Nel secondo trimestre, i ricavi sono cresciuti a 387 milioni (+2,9% organico) con un adjusted ebitda di 63 milioni (+43,2%) e un margine del 16,8% (da 13,2%). Nel primo semestre ricavi 726 milioni (+3,2%) e adjusted ebitda di 105 milioni.
Nella conferenza stampa post presentazione dei conti, Battaini ha espresso soddisfazione sia per i risultati storici del gruppo sia per come si sta evolvendo l’applicazione dei dazi negli Usa. «Abbiamo realizzato in sei mesi oltre un miliardo di ebitda: è un dato da record, fino a un anno fa ci sarebbe servito un intero anno di lavoro per riuscire a superare il traguardo», spiega l'ad.
Battaini coglie l’occasione anche per dare un recentissimo aggiornamento sui dazi imposti dall’amministrazione Trump. «Dopo grandi sforzi per dialogare con il governo americano, nella notte abbiamo ricevuto la notizia che i dazi sul rame non verranno applicati solo sull’import di materie prime, ma anche sui prodotti finiti». Questo, evidenza l’ad di Prysmian, «implica che anche i cavi indiani, coreani e messicani avranno un impatto sul prezzo di vendita e non saremo svantaggiati non avendo import verso gli Usa. Questo ci rende praticamente immuni ai dazi sul rame. E ci aspettiamo che la stessa logica sia applicata anche all’alluminio». Sul fronte del business per Battaini ora si aprono «opportunità per ampliare la nostra quota di mercato» negli Usa.
A fronte delle recentissime novità, l’ad di Prysmian apre a possibili rialzi della guidance, che per qualche analista è stata aumentata in modo un po’ prudente: «Ora ci sono margini per altri ritocchi in futuro, soprattutto se il cambio euro/dollaro tornasse a valori meno sbilanciati».
Citi definisce «solidi» i risultati del trimestre di Prysmian, che ha battuto il consenso del 2% per i ricavi e del 4% sull’adjusted ebitda. «A nostro avviso, i punti salienti sono una solida ripresa della crescita organica nel segmento Power Grid e il netto miglioramento del margine nelle Soluzioni Digitali», scrivono gli analisti di Citi.
Gli analisti di Jeffries sottolineano anche un free cash flow del 5% sopra le attese. «Leggera delusione nel segmento Transmission, che però aveva un’asticella molto alta», mentre evidenziano un rialzo della guidance un po’ prudente sulla parte bassa della forchetta «sia per l’ebitda sia per il free cash flow». (riproduzione riservata)