Proxima Fusion ha scelto la Germania per la costruzione della prima centrale a fusione in Europa. La startup europea che sviluppa una soluzione di fusione nucleare nata a Monaco di Baviera da cinque fondatori tra cui due italiani, il ceo Francesco Sciortino e il coo Lucio Milanese, ha firmato il memorandum of understanding con lo Stato Libero di Baviera, l’Istituto Max Planck per la Fisica dei Plasmi (Ipp) e il colosso tedesco dell’energia Rwe per realizzare sia il primo stellarator dimostrativo «Alpha» sia la prima centrale elettrica commerciale basata sulla tecnologia di fusione a confinamento magnetico, chiamata «Stellaris».
La roadmap prevede che «Stellaris» nasca a Gundremmingen, in Baviera, al posto di una ex centrale nucleare che Rwe sta smantellando. Il gruppo tedesco contribuirà anche con l’expertise di gestione delle centrali energetiche e il know how nei processi autorizzativi, producendo «significativi vantaggi in termini di tempi e costi».
Prima di arrivare alla prima centrale europea di energia da fusione magnetica, però, bisogna realizzare «Alpha», ossia lo stellarator più avanzato al mondo che «mira a dimostrare per la prima volta un bilancio energetico positivo del plasma, ossia la produzione di una quantità di energia netta superiore a quella necessaria per generarla». Alpha consentirà di testare tecnologie in condizioni realistiche e acquisire conoscenze, riducendo così rischi economici e tecnologici.
L’Ipp assumerà il ruolo guida nella fisica dei plasmi e la direzione scientifica del progetto Alpha, mentre Proxima Fusion sarà responsabile dell’ingegneria, delle procedure di gara pubblica e della costruzione del dimostratore.
La pianificazione della costruzione di Alpha si basa su un modello di cofinanziamento congiunto che combina fondi pubblici e capitali privati. Proxima Fusion intende finanziare circa il 20% del costo complessivo del progetto attraverso investitori internazionali privati. Anche Rwe ha dato disponibilità a partecipare finanziariamente.
Subordinatamente allo stanziamento di fondi federali, lo Stato Libero di Baviera offre, nel rispetto dei vincoli di bilancio, un possibile cofinanziamento regionale del 20%, pari a massimo 400 milioni. Tutti e quattro i partner coordineranno i propri sforzi per massimizzare le possibilità di ottenere fondi federali nell’ambito dell’Agenda High-Tech Germania.
La costruzione di Alpha complessivamente, quindi, potrebbe cubare un investimento intorno a due miliardi.
«Questo protocollo d'intesa è una pietra miliare che posiziona chiaramente l’industria europea della fusione sulla scena globale. Segna l’inizio di un ecosistema industriale che consolida il know-how esistente e quello nuovo in Europa e vi ancora la creazione di valore. Si apre così una traiettoria di crescita industriale di lungo periodo nei prossimi decenni, creando nuove opportunità di esportazione per la Germania e per l’Europa», ha commentato Sciortino. Che ha sottolineato anche l’importanza di collegare «per la prima volta in Europa in un unico sito la ricerca di eccellenza a livello mondiale, l’innovazione high-tech finanziata sia da capitali privati che da fondi pubblici, e la loro implementazione industriale».
Insieme al memorandum, Proxima Fusion ha annunciato anche la nascita di Alpha Alliance, un consorzio industriale che riunisce oltre 30 aziende leader europee e alcuni partner selezionati internazionali per realizzare Alpha. L’alleanza è stata costituita per garantire la realizzazione industriale di Alpha coordinando la produzione, l'integrazione dei sistemi e le catene di approvvigionamento. I membri contribuiscono con le competenze necessarie nei materiali, componenti, assemblaggio e infrastrutture per industrializzare e scalare i sistemi di fusione.
All’interno dell’alleanza ci sono anche due realtà italiane: Eni, fortemente impegnata anche sul progetto di fusione nucleare negli Usa, e Walter Tosto, leader mondiale con sede in Abruzzo nella progettazione e produzione di componenti critici (reattori, serbatoi a pressione) per i settori Oil&Gas, petrolchimico e nucleare.
Altri membri di Alpha Alliance sono Afry, Ampegon, Bilfinger (Bnet), Daher Logistik, Diamond Materials, Dockweiler, Ensa, Dwe, Faraday Factory Japan, Framatome, Fujikura, Kraftanlagen, Kyoto Fusioneering, Mühlbauer, Pfeiffer Vacuum, ProBeam, Rolf Kind, Siemens Energy, Simic, Thales, Theva, Trumpf, Tüv Rheinland, Via Electronic e Wällischmiller. (riproduzione riservata)