Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha ribadito con fermezza la posizione del governo italiano riguardo alla possibilità che migranti irregolari italiani negli Stati Uniti vengano trasferiti nel carcere di Guantanamo. Intervenuto ai microfoni di Rtl 102.5, Tajani rassicura: «Non ci sono motivi per cui cittadini italiani debbano essere portati a Guantanamo. L’Italia ha già manifestato la sua disponibilità a riprenderli, nel pieno rispetto dei loro diritti individuali e garantendo l’assistenza consolare».
Le dichiarazioni arrivano in risposta a un’indiscrezione del Washington Post, secondo cui l’amministrazione americana starebbe valutando l’invio di circa 9 mila migranti irregolari, provenienti anche da paesi europei, nella contestata base militare di Guantanamo, a Cuba. L’obiettivo: alleggerire i centri di detenzione sul territorio statunitense e rafforzare la linea dura sull’immigrazione.
Il Dipartimento per la Sicurezza nazionale, spiega Tajani, avrebbe precisato che il trasferimento a Guantanamo riguarderebbe esclusivamente migranti provenienti da Stati che rifiutano di collaborare al rimpatrio. «Non è il caso dell’Italia», puntualizza il ministro, che annuncia una prossima telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio per chiarire ulteriormente la situazione.
Negli Stati Uniti, intanto, la tensione è alta. A Los Angeles, epicentro delle proteste contro le nuove politiche migratorie dell’amministrazione Trump, si sono verificati scontri e saccheggi. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha condannato le decisioni federali definendole «spericolate e irrispettose».
Il caso ha sollevato una reazione politica anche in Italia. Alla Camera, esponenti di opposizione chiedono con toni duri che il governo riferisca ufficialmente in Parlamento. Le preoccupazioni riguardano sia il destino degli italiani coinvolti sia l’approccio statunitense alla gestione migratoria. (riproduzione riservata)