Il Tesoro riapre il dossier privatizzazioni. Secondo quanto riporta Bloomberg, il governo italiano ha raggiunto un accordo con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e Poste per la vendita del 100% di PagoPa, cessione che potrebbe fruttare alle casse dello Stato in tutto 500 milioni di euro.
Zecca e il gruppo guidato da Matteo Del Fante – a cui andranno rispettivamente il 51 e il 49% della piattaforma dei pagamenti alla pubblica amministrazione – sborseranno circa 400 milioni subito e fino a 100 milioni ex-post in base alle performance future dell’asset come meccanismo di aggiustamento (earn out). La firma potrebbe arrivare in settimana. Creata nel 2019, dall’inizio dell’anno PagoPa ha processato 400 milioni di transazioni per un controvalore di 90 miliardi di euro e i suoi servizi includono il pagamento di bollette, le notifiche elettroniche e l’app Io, utilizzata per accedere ai servizi pubblici.
La Zecca ha affiancato alle attività tradizionali di stampa di banconote e monete diverse funzioni innovative, spingendo soprattutto sull’identità digitale e il controllo di PagoPa rafforzerà ora l’area pagamenti. Poste invece, che sotto la gestione Del Fante ha ampliato la piattaforma servizi affiancando le forniture di energia e telefonia mobile, i rinnovi dei passaporti e il cloud ai tradizionali pagamenti delle bollette e ai servizi finanziari e assicurativi, si potenza invece come interfaccia fra cittadini a PA. (riproduzione riservata)