Il terzo trimestre si chiude con operazioni in crescita annua del 22% per il private equity italiano: da 91 a 111 deal in porto, con 39 investimenti (+50%) realizzati nel solo mese di settembre. A censire questi dati è l’Osservatorio Pem di Liuc-Business School, realizzato in collaborazione con Aifi e con il contributo di Advant Nctm, Deloitte, Equita, Esw Europe, Fondo Italiano d’Investimento sgr e Riello Investimenti sgr. In totale, nei nove mesi sono stati realizzati 307 investimenti: l’8% in più rispetto al 2023 e uno in più anche del 2022, che era arrivato a fine settembre con 306 operazioni andate in porto.
«I risultati del trimestre rappresentano una sorpresa rispetto alle difficoltà che gli operatori stanno generalmente affrontando nel chiudere le operazioni, con particolare riferimento al disallineamento tra domanda e offerta nel concordare i corrispettivi delle medesime transazioni», analizza Emidio Cacciapuoti, partner di Advant Nctm. «Si potrebbe pertanto concludere che, in un contesto macroeconomico più favorevole, la tendenza record di operazioni del 2024 potrebbe essere sostanzialmente più elevata, confermando come il mercato italiano del private equity abbia ulteriori margini di crescita e consolidamento», aggiunge l’esperto.
Per quanto riguarda le operazioni rilevanti del mese di settembre, da segnalare il passaggio di proprietà di Banca Progetto, acquisita dal fondo americano Centerbridge precedentemente in mano al fondo Oaktree. Importante anche il deal che ha permesso ai fondi di Eurizon, braccio di risparmio gestito di Intesa Sanpaolo, di aggiudicarsi il 100% del capitale di Germani, azienda di autotrasporto e logistica bresciana.
Tra gli operatori italiani si sono distinti inoltre la Investindustrial di Andrea Bonomi, che tramite la controllata Ceme ha acquisito una quota di controllo della friulana Dti, specializzata in soluzione di elettronica avanzata dedicate ai settori delle macchine per caffè e del food&beverage, e F2i sgr che, tramite Relife Reciclyng (controllata insieme a Xenon Private Equity) ha incorporato la Fratelli Longo Industriale, uno dei principali operatori in Emilia-Romagna nella gestione rifiuti.
Più in generale, nel mese le operazioni di buy out hanno rappresentato l’82% del totale, con gli add-on (cioè le aggregazioni aziendali) al 62%. A livello geografico Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto hanno rappresentato l’80% del mercato complessivo. Infine, gli operatori internazionali hanno pesato per oltre due terzi delle operazioni concluse. (riproduzione riservata)