Il bilancio definitivo del private equity e venture capital italiani del 2024 si chiude con più luci che ombre. Da una parte si è assistito a un incremento sostanzioso sia della raccolta sia degli investimenti, con un ritorno delle grandi operazioni (mega deal). Dall’altra, sono scesi sensibilmente gli investimenti di expansion (accelerazione dello sviluppo di aziende già consolidate), mentre la raccolta è sempre più dipendente dal settore pubblico e meno da attori istituzionali come fondi pensione e casse di previdenza.
Nel 2024, evidenzia lo studio di Aifi in collaborazione con PwC, la raccolta totale è cresciuta del 77%, arrivando a 6,7 miliardi. A raccogliere risorse sono stati 42 operatori. Attenzione però al cambiamento delle fonti di raccolta: il peso di fondi pensione e casse è sceso dal 21% al 16,7%, a fronte di un incremento del settore pubblico (quindi Cassa Depositi e Prestiti) dal 7,2% al 15,8%: più che raddoppiato su base annua.
Al contempo sale il ruolo delle assicurazioni (il loro peso è quasi triplicato dal 3,6% al 9,2%) e quello dei fondi sovrani (da 0,5% a 6,4%), mentre scende la partecipazione delle banche (dal 13% all’8,8%) e quella degli investitori individuali (dal 7,5% al 5%).
Per quanto riguarda l’ammontare investito, certifica Aifi, questo è aumentato del 83%, sfiorando i 15 miliardi di euro. In aumento tutte le voci (buy out +19%, venture capital +22%, infrastrutture quintuplicate), a eccezione dell’expansion, sceso del 26%. I dati complessivi restano comunque al di sotto del record del 2022, quando era stata superata quota 23,5 miliardi di euro.
Lato importo delle operazioni, nel 2024 ci sono stati 16 mega deal, contro i 10 del 2023. In totale, il 59% degli investimenti totali (8,8 miliardi) è convogliato nei large e mega deal (importo sopra i 150 milioni di euro).
A livello geografico si conferma lo strapotere della Lombardia: a Milano e dintorni si è concentrato il 44% del totale degli investimenti di private equity e venture capital italiani. Segue il Lazio all’8,3%, a pari merito con il Veneto. Mentre tra i settori si notano differenze tra private equity e venture: se l’industria capta un quarto delle risorse totali del private equity, quasi il 40% di quelle di venture vanno a tech e informatica. Segue il comparto medicale al 14%. (riproduzione riservata)