Parziale frenata a novembre per il private equity italiano: una flessione che però potrebbe essere fisiologica, dopo un mese di ottobre in grande spolvero. Secondo quanto censito dall’Osservatorio Pem di Liuc-Business School, realizzato in collaborazione con Aifi e con il contributo di Advant Nctm, Deloitte, Equita, Esw Europe, Fondo Italiano d’Investimento sgr e Riello Investimenti sgr, lo scorso mese sono andati in porto 24 investimenti, contro i 43 di novembre 2023. Si tratta di una flessione significativa (-44%), ma che arriva dopo i 48 deal completati a ottobre, che rimane il miglior mese del 2024 e il secondo migliore dal 2022 (era andato meglio solo luglio 2023, con 49 investimenti).
In totale, negli 11 mesi da gennaio a novembre sono state realizzate 379 operazioni, nove in più rispetto alle 370 andate in porto nello stesso periodo dello scorso anno. «Al di là di qualche normale oscillazione mensile, si nota come ormai da tre anni l’attività dei fondi sia stabilmente molto elevata», ricorda Filippo Guicciardi, ceo di Equita Mid Cap Advisory, che poi aggiunge: «La forte incidenza di operatori stranieri testimonia ancora di più l’attrattività delle nostre imprese e spero possa essere un traino per una ulteriore crescita dei fondi italiani».
La metà delle operazioni di novembre è stata realizzata da operatori internazionali: dato in linea rispetto ai trend più recenti. Per quanto riguarda il tipo di operazioni, gli add-on (cioè le aggregazioni aziendali) hanno costituito il 50% del totale: un dato in continuità con l’ultimo triennio, ma che testimonia anche come gli operatori si stiano gradualmente orientando verso la ricerca di nuovi ambiti di investimento. (riproduzione riservata)