Riassetto per il business televisivo in Italia dell’accoppiata tra il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar e l’imprenditore egiziano Naguib Sawiris. I due sono soci (con Ben Ammar in maggioranza all’80% e che ricopre la riconfermata carica di presidente) nella Prima Tv che serve il 95,2% della popolazione del nostro Paese con la rete Mux 3DFree in tecnica digitale su frequenze terrestri.
Qualche settimana fa la società guidata dall’amministratore delegato Andrea Goretti ha costituito la newco Dfree, di cui amministratore unico è stato nominato Giovanni Matteo Ferro Luzzi.
Alla newco è stato conferito mediante un aumento di capitale di nominali 50 mila euro con un sovrapprezzo di 2,25 milioni il ramo d’azienda Mux con il marchio Dfree, operatore di rete nazionale su frequenze terrestri, composto fra l’altro da tutti gli impianti di trasmissione presenti sull’intero Paese.
Il valore del ramo d’azienda è stato certificato da una perizia del commercialista Federico Rossi che ha fissato una forchetta fra i 3,5 milioni (stimato con il metodo discounted cash flow in base al business plan di sviluppo), i 2,6 milioni dello stesso metodo ma su uno scenario di business base e i 2,7 milioni del metodo patrimoniale complesso, giungendo infine a un valore di almeno 2,5 milioni.
Il bilancio del 2024 di Prima Tv s’è chiuso con una perdita di oltre 18,5 milioni di euro dopo il passivo di 11 milioni del precedente esercizio, a fronte di ricavi diminuiti anno su anno da 16,6 milioni a 13,1 milioni di cui 2,2 milioni sono la quota di competenza del rimborso erogato dal Mise per investimenti effettuati nel 2021 e 2022. L’ebitda è stato negativo per 2,4 milioni (positivo per 964mila euro nel 2023) mentre l’ebit negativo è peggiorato anno su anno da -17 milioni a -21 milioni.
La perdita deriva dal contributo negativo della gestione proprio del Mux 3dFree riconducibile alla cessazione di alcuni contratti (con Sky Italia) in un contesto di mercato pubblicitario incerto. Il rosso del 2024 è stato comunque interamente ripianato attingendo alle riserve e con esso altri 11 milioni di disavanzo riveniente da precedenti esercizi. (riproduzione riservata)