Il discorso di Jerome Powell ha girato Wall Street ieri e oggi sta facendo danzare l'Asia. Alle ore 7:00 italiane il Nikkei balza del 2%, Hong Kong del 2,63%, Shanghai dello 0,86%. Salgono con moderazione l'oro a 1.820 dollari l'oncia e il petrolio Wti americano a 81,12 dollari il barile. Poco mosse le valute, l'euro passa di mano a 1,1375, lo yen a 115,32, la sterlina a 1,3644. Il rendimento del T bond decennale scende dall'1,74% di inizio sessione asiatica all'1,731%, con i futures su Wall Street positivi in media per lo 0,3%.
Il presidente della Fed prevede che le pressioni inflazionistiche dureranno fino alla metà del 2022 e che la Banca centrale americana alzerà i tassi ponendo la fine agli acquisti di asset quest'anno, ma una chiusura del bilancio potrebbe forse iniziare più tardi nel corso del 2022 e non a breve, come temevano i mercati. Durante la sua audizione di conferma alla direzione della Fed davanti al Senato, Powell ha aggiunto che la Banca centrale potrebbe aumentare i tassi di più se necessario, per riportare l'inflazione al livello target ed evitare che si radichi.
Ma Powell si è astenuto dal fare eco ai commenti dei suoi colleghi, sempre ieri nel tardo pomeriggio, secondo cui è in programma un rialzo già a marzo. Due funzionari (Esther George e Loretta Mester) hanno parlato di aumentare i tassi già fra due mesi e un terzo ha esortato la banca centrale a iniziare a liquidare l'enorme bilancio prima possibile. La vendita di asset viene considerata una mossa di restrizione monetaria a sé stante.
Intanto Goldman Sachs ha ridotto le previsioni sulla crescita del Pil cinese nel 2022 al 4,3% dal 4,8% di dolo un mese fa, citando un rischio maggiore di restrizioni dovute alla variante Omicron. L'inflazione annuale dei prezzi al consumo sempre in Cina è scesa all'1,5% a dicembre dal massimo degli ultimi 15 mesi di novembre del 2,3%, sotto le previsioni di mercato dell'1,8%. I prezzi del cibo sono scesi per la seconda volta negli ultimi tre mesi. Nel corso del 2021 i prezzi (Ipc) sono aumentati dello 0,9% rispetto a un anno prima, molto al di sotto dell'obiettivo della banca centrale di circa il 3% e in maniera molto più debole rispetto al +2,5% del 2020.
L'inflazione dei prezzi alla produzione in Cina è scesa al 10,3% su base annua a dicembre dal 12,9% di novembre e al di sotto delle previsioni di mercato dell'11,1%. E' stata la lettura più bassa da agosto, riflettendo l'effetto delle misure del governo per garantire l'offerta e controllare l'aumento delle materie prime. Su base mensile, i prezzi alla produzione sono calati dell'1,2% dopo essere rimasti invariati a novembre. Per tutto il 2021, l'inflazione alla produzione è stata dell'8,1%.
Hong Kong sentirà presto gli effetti negativi dei più severi limiti di quarantena sugli equipaggi degli aereo, con il traffico merci e la fornitura di beni in città destinate a diminuire, ha detto oggi l'amministratore delegato della città, Carrie Lam.
La prima trasmissione ad Hong Kong della variante Omicron del Coronavirus è stata rilevata alla fine dello scorso anno dopo tre mesi di zero contagi nella comunità, spingendo le autorità a rafforzare le misure di quarantena, compreso il personale di volo, e a reintrodurre restrizioni ad ampio raggio sulla vita sociale. Da allora sono stati scoperti più di 40 casi locali, scrive Reuters. Le autorità hanno affermato che l'epidemia potrebbe essere fatta risalire a due membri dell'equipaggio aereo della Cathay Pacific Airways che hanno infranto le regole di autoisolamento. Sulla compagnia è stata avviata un'indagine. (riproduzione riservata)