Fed e Moderna hanno dato un bel calcio ai mercati asiatici, che stanno accelerando le perdite a fine giornata. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l'1,6%, Hong Kong il 2,63%, Shanghai lo 0,4%, mentre l'oro guadagna lo 0,74% a 1.795 dollari l'oncia e il petrolio Wti americano cede il 3,4% a 67,56 euro il barile. L'euro recupera lo 0,15% a 1,1311, lo yen balza dello 0,32% a 113,17 come valuta rifugio, laterale la sterlina a 1,3308, mentre ci sono grossi aquisti sul T bond decennale, il cui rendimento passa all'1,475% dall'1,525% di inizio sessione asiatica. I futures su Wall Street sono in profondo rosso, con il Dow Jones che guida (-1,35%), più contenuto il Nasdaq (-0,5%).
Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha detto di ritenere che la variante Omicron del Covid-19 e un recente aumento dei casi di coronavirus rappresentino una minaccia per l'economia degli Stati Uniti e confondano una prospettiva di inflazione già incerta. "Il recente aumento delle infezioni e l'emergere della variante Omicron pongono rischi al ribasso per l'occupazione e l'attività economica e una maggiore incertezza per l'inflazione", ha spiegato Powell nelle osservazioni che intende consegnare oggi al Senato. "Una maggiore preoccupazione per il virus potrebbe ridurre la volontà delle persone di lavorare in presenza, il che rallenterà i progressi nel mercato del lavoro e intensificherebbe le interruzioni della catena di approvvigionamento", ha aggiunto Powell.
A queste parole si sono aggiunte quelle del ceo di Moderna, Stephane Bancel, al Financial Times secondo cui i vaccini esistenti sono meno efficaci contro la nuova variante. Bancel ha spiegato ieri alla Cnbc che potrebbero volerci mesi per sviluppare un vaccino specifico per Omicron.
Il Pmi manifatturiero ufficiale cinese è salito a 50,1 a novembre da 49,2 di ottobre, battendo il consenso di mercato di 49,6. Questa è stata la prima crescita dell'attività industriale da agosto, in un contesto di allentamento della carenza di energia elettrica e un forte calo dei prezzi di alcune materie prime. La produzione è rimbalzata mentre i nuovi ordini, le vendite per l'esportazione e l'occupazione sono diminuiti tutti a ritmi più lenti.
Il Pmi servizi ufficiale cinese si è assestato a 52,3 a novembre, poco invariato rispetto a 52,4 del mese precedente. Tuttavia, l'ultima lettura ha indicato il terzo mese consecutivo di crescita nel settore dei servizi, tra sporadici focolai di Covid. Sia i nuovi ordini (48,9 contro 49,0 di ottobre) che l'occupazione (47,3 contro 47,5) hanno continuato a diminuire, con i nuovi ordini dall'estero in calo per l'ottavo mese consecutivo (47,5 contro 47,5). I dati sui prezzi hanno mostrato che l'inflazione dei costi di produzione è diminuita bruscamente (50,8 contro 57,8) mentre i prezzi di vendita sono aumentati al ritmo più lento degli ultimi tre mesi (50,1 contro 52,7).
Hong Kong ha intanto rinforzato il divieto di ingresso per i non residenti di diversi Paesi mentre le autorità sanitarie globali si sono affrettate a frenare la diffusione della variante Omicron e il gabinetto australiano esaminerà oggi le misure di contenimento dopo che cinque viaggiatori sono risultati positivi.
Il ministero della salute di Singapore ha detto che due viaggiatori di Johannesburg risultati positivi alla variante a Sydney sono transitati attraverso l'aeroporto di Changi. Omicron, che per l'Organizzazione mondiale della sanità comporta un rischio "altissimo" di ondate di infezioni, ha innescato un allarme globale, con le chiusure delle frontiere che gettano ombre sulla ripresa economica dalla pandemia che dura da due anni.
Tuttavia, le speranze che la variante sarà più mite del temuto hanno contribuito a riportare un po' di calma ieri sui mercati azionari dopo la disfatta di venerdì, che ha visto spazzare via circa 2.000 miliardi di dollari. (riproduzione riservata)