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Matteo Del Fante, ceo di Poste Italiane
Matteo Del Fante, ceo di Poste Italiane
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Poste Italiane, nuovo massimo storico in Borsa: Berenberg stima un dividendo a 1,50 euro nel 2028 (+8,6% annuo)

03 febbraio 2026, 13:10 Ultimo aggiornamento: 17:56

Berenberg alza il target price e conferma buy sul titolo Poste Italiane, anche grazie all’investimento interessante in Tim

Poste Italiane ha registrato una performance molto solida nell’ultimo anno e il titolo ha beneficiato di un re-rating, con un rendimento totale negli ultimi 12 mesi pari al 64%, nettamente superiore alla media del settore assicurativo europeo del 19%.

Berenberg ritiene che il re-rating rifletta la solidità dei fondamentali finanziari di Poste, la sua interessante politica di payout dei dividendi al 70%, il forte livello di solvibilità e, in particolare, i benefici per la divisione bancaria BancoPosta (atteso un margine di interesse netto di 2,7 miliardi di euro sia nel 2025 sia nel 2026) derivanti dal perdurare di tassi di interesse elevati, oltre al fatto che Poste ha effettuato un investimento molto interessante in Tim.

«Pensiamo che questi trend positivi continueranno a sostenere i ricavi del gruppo e la crescita degli utili. Aumentiamo il nostro target price sull’azione da 22,60 a 26,40 euro, dopo aver rivisto al rialzo i multipli di valutazione: 12,1 escludendo la partecipazione e gli utili derivanti dalla quota in Tim, e riteniamo che un potenziale ulteriore incremento del target sul payout ratio possa rappresentare un ulteriore catalizzatore in occasione della pubblicazione dei risultati 2025 il prossimo 26 febbraio», aggiunge Berenberg, con fermando il rating buy sul titolo (+1,10% a 22,88 euro in borsa in chiusura il 3 febbraio dopo un massimo intraday a 23,04 euro, nuovo record storico).

Un modello di business solido

Dal 2018 la società guidata da Matteo Del Fante ha trasformato il proprio modello di business, facendo crescere il segmento dei pacchi grazie a investimenti in strutture avanzate di smistamento e consegna e a un nuovo contratto di lavoro più flessibile per i dipendenti, oltre a portare avanti la propria missione di digitalizzazione dell’ampia base clientibase clienti.

Grazie a questi trend positivi, Poste è ben posizionata per registrare un tasso medio annuo di crescita dell’utile operativo del 6%, dell’utile netto del 6,1% e del dividendo per azione dell’8,6% nel periodo 2025-2028.

Infatti Berenberg vede aumentare il dividendo a valere sul bilancio 2025 a 1,21 euro per azione (payout del 71%), a fronte di un utile netto di 2,238 miliardi, da 1,08 euro per azione nel 2024, a 1,30 euro per azione (payout del 74%) nel 2026 (utile di 2,292 miliardi), a 1,40 euro per azione (payout del 76%) nel 2027 (utile a 2,4 miliardi) e a 1,50 euro per azione (payout del 77%) nel 2028 (utile a 2,546 miliardi). Il rendimento del dividendo è visto, quindi, arrivare al 6,6% a fine 2028.

Il nuovo accordo sui salari è entrato in vigore il 1° settembre e, per tenerne conto, Berenberg ha ridotto la previsione di ebit rettificato del 2% nel 2025 a 3,209 miliardi di euro, del 5% nel 2026 a 3,331 miliardi, del 4% nel 2027 a 3,531 miliardi e del 3% a 3,74 miliardi nel 2028. «La nostra stima dell’utile netto diminuisce in misura maggiore a causa di una maggior imposizione fiscale, mentre l’utile operativo al netto delle imposte cala ulteriormente per effetto dei costi legati al finanziamento dell’investimento in Tim», precisa Berenberg.

L’investimento interessante in Tim

Poste ha anche investito 1,3 miliardi di euro per acquisire una partecipazione del 27% di Tim, una quota che ha attualmente un valore di mercato di 3,5 miliardi di euro. Con il colosso tlc le nuove offerte di prodotto potrebbero incrementare le vendite di Poste. Inoltre, «riteniamo che Poste sia orientata a distribuire la propria quota dei dividendi di Tim in aggiunta alla propria politica di payout del 70%», conclude Berenberg.

(riproduzione riservata)



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