Un ingresso morbido negli organi sociali, ma con rappresentanti forti e in grado di dare un indirizzo al nuovo corso della Tim tornata sotto il controllo di un socio italiano e statale. È questo, secondo MF-Milano Finanza, l’orientamento di Poste Italiane e del suo ceo Matteo Del Fante, usciti dall’ultimo weekend come primo azionista del gruppo italiano delle telecomunicazioni con il 24,8% delle azioni ordinarie dopo aver rilevato il 15% da Vivendi per 684 milioni.
Difficile immaginare rivoluzioni immediate nella governance di un gruppo appena uscito da un'importante ristrutturazione, con la cessione della rete a Kkr e Mef, e in fase di rilancio sotto la guida del ceo Pietro Labriola, a cui Del Fante ha espresso la sua stima in passato e con cui Poste ha aperto il dialogo per approfondire le sinergie commerciali possibili, a partire dall’uso della rete Tim al posto di quella Vodafone per Poste Mobile.
Benché una decisione definitiva non sia ancora stata presa, l’orientamento appare come quello più prudente, anche per non stravolgere il percorso di rilancio di Tim. A tale impostazione contribuisce l’indicazione che Poste non avrebbe intenzione di consolidare i conti di Tim, come dovrebbe invece fare in caso di controllo della maggioranza del consiglio di amministrazione del gruppo tlc.
La strategia al momento sembra prevedere l’ingresso nel board di Tim di almeno un paio di rappresentanti in grado di trasmettere la visione industriale di Poste. L’identikit sembra rispondere al profilo del direttore generale Giuseppe Lasco, che assieme a Del Fante ha orchestrato il blitz sul pacchetto di Vivendi, ottenuto a un prezzo per azione (0,2975 euro) inferiore ai valori di mercato di venerdì 28 marzo e in linea con l’incasso ottenuto dai francesi dalla cessione sul mercato del 5,4%, avvenuta la settimana precedente. Non è chiaro se Poste immagina per Lasco (o per un altro suo rappresentante) anche un ruolo più significativo, come quello di presidente, carica ora ricoperta da Alberta Figari.
Da capire chi potrebbe lasciare il posto nel cda Tim, oltre alla stessa Figari, se Poste immaginasse per un suo rappresentante il ruolo di presidente. Un indiziato è Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti, che al momento del rinnovo del cda di aprile 2024 vantava il 9,8% del capitale, poi ceduto a Poste. Il termine ultimo per gli avvicendamenti nel board Tim sembra essere l’assemblea del 24 giugno, in occasione della quale potrebbero essere ratificate le cooptazioni dei nuovi membri del cda. Prima di procedere però servirà il via libera dell’Antitrust, previsto entro il mese di giugno, e il successivo closing.
Non sarebbe nei piani di Vivendi invece un posto nel board Tim, almeno per il momento. Secondo quanto riportato da agenzie di stampa, nell’accordo stipulato tra i francesi e il gruppo di Del Fante, infatti, non ci sarebbero ruoli operativi e sarebbe anche previsto il ritiro del ricorso in appello sulla causa per la cessione della rete al momento del closing.
L’uscita di scena dei francesi, intanto, sembra semplificare molto il percorso per il ritorno alla remunerazione degli azionisti. Viene meno infatti l’ostacolo francese in un’assemblea straordinaria. Labriola quindi, se Poste avallerà la mossa, potrà proporre già a giugno la ricostituzione delle riserve tramite l’abbattimento del capitale sociale e dare così il via libera al ritorno del dividendo. Ad avere la priorità, quando la capogruppo Tim spa tornerà in utile, saranno gli azionisti di risparmio, che con il meccanismo del trascinamento biennale del dividendo privilegiato potranno ottenere fino a 500 milioni di euro in totale.
Da valutare invece la conversione o il buyback delle risparmio, che da un lato eliminerebbero i circa 170 milioni annuali di cedole che spettano a loro prima di distribuire utili agli altri soci, ma dall’altro andrebbero a diluire Poste verso il 18% se venissero convertite interamente. Insomma un’ipotesi che richiederebbe riflessioni più approfondite e che forse potrebbe non essere la priorità in questa fase di transizione. Oggi intanto è prevista una riunione del cda Tim, che però è stata convocata da tempo e nel corso della quale potrebbe essere intavolata solo un confronto informale sul nuovo assetto azionario. (riproduzione riservata)