Di quale recessione stiamo parlando? Di certo non c'è stata nella prima metà dell'anno. Questo dicono gli attesissimi dati sull'occupazione negli Usa diffusi oggi dal Dipartimento del Lavoro: a giugno sono stati infatti creati 372.000 nuovi posti di lavoro, un livello vicino a quello dei tre mesi precedenti che hanno registrato una media di quasi 400.000 dipendenti. Il tasso di disoccupazione si è poi attestato al 3,6% per il quarto mese consecutivo. "Il mercato del lavoro si sta raffreddando dal precedente ritmo rovente, ma è tutt'altro che congelato", ha affermato Sarah House, economista senior di Wells Fargo. "È difficile ottenere un ampio ridimensionamento dell'attività economica quando ci sono 372.000 persone in più che ricevono stipendi". Wall Street ha reagito però senza entusiasmo. La seduta, caratterizzata da una certa volatilità, si è chiusa con il Dow Jones in calo dell'0,1%, il Nasdaq in rialzo dello 0,1% e lo S&P500 n calo dello 0,1%.
Il fatto è che i dati odierni, che allontanano il rischio recessione, non possono fare altro che spingere la Federal Reserve a continuare il previsto cammino del rialzo dei tassi (a fine mese saranno aumentati dello 0,50% o dello 0,75%), cosa che di solito non fa bene all'azionario. Nelle ultime sedute Wall Street era infatti salita sulle prospettive di uno stop agli aumenti del costo del denaro entro la fine dell'anno proprio sulle aspettative di recessione. Ora che il rischio sembra diminuire, ci sarebbe da apsettarsi un ribasso dei mercati. Oggi, intanto, Wall Street non è riuscita a prendere una direzione decisa. Gli analisti di Wilmington Trust hanno così descritto l situazione, alla luce degli ultimi dati sul mercato del lavoro: "L'economia statunitense è ancora in espansione e la crescita dell'occupazione è abbastanza forte da evitare una recessione per ora, ma aumenti aggressivi dei tassi potrebbero portare a un rallentamento sostanziale. Ci aspettiamo che gli Stati Uniti e le economie globali evitino la recessione nei prossimi 9-12 mesi, ma i rischi sono aumentati".
Tra i titoli peggiori spicca Twitter (-5,1%) dopo che il Washington Post ha scritto che Elon Musk ha intenzione di ritirare la sua offerta per il social network. Giù del 4,8% GameStop dopo il balzo in avanti del 15% registrato ieri dopo che dopo che il rivenditore di videogiochi aveva annunciato un frazionamento azionario 4 per 1. Oggi invece ha licenziato il cfo, aggiungendo che ci saranno dei tagli ai posti di lavoro come parte di un piano di turnaround. (riproduzione riservata)