Porsche cambierà presto guida e vuole l’ex capo di McLaren. Il comitato esecutivo del consiglio di sorveglianza della casa tedesca delle auto di lusso ha autorizzato il presidente del board a intavolare trattative con Oliver Blume per una risoluzione anticipata e consensuale del suo incarico come ceo del marchio sportivo.
Blume manterrà quindi soltanto la carica di ad del gruppo Volkswagen, ruolo che ricopre dal 2022. La decisione segna così la fine di un doppio mandato che, sin dalla sua nomina al vertice del gruppo, aveva suscitato dibattito tra investitori e rappresentanze dei lavoratori.
Secondo quanto reso noto in un comunicato diffuso dalla stessa Porsche, l’azienda avvierà ora colloqui con Michael Leiters, ex ceo di McLaren Automotive e già dirigente di lunga data nel gruppo Volkswagen e più volte indicato tra i potenziali successori di Blume alla guida di Porsche.
Le principali testate tedesche, tra cui Bild e Der Spiegel, riferiscono che il cambio al vertice potrebbe concretizzarsi all’inizio del 2026. Blume avrebbe infatti manifestato la volontà di dedicarsi completamente alla riorganizzazione del gruppo Volkswagen, impegnato in una fase complessa segnata dal rallentamento della domanda in Cina, dall’impatto dei dazi e dalla transizione verso l’elettrico.
In carica dal 2015 Blume ha guidato Porsche attraverso una delle fasi più redditizie della sua storia, culminata con la quotazione in borsa del marchio nel 2022. Ma nell’ultimo anno il costruttore ha risentito più di altri brand del gruppo delle difficoltà del mercato cinese e la ripresa è attesa non prima della seconda metà del 2026.
L’eventuale nomina di Leiters, ingegnere tedesco con esperienze anche in Ferrari oltre che in McLaren, confermerebbe la volontà di Porsche di rafforzare la propria direzione tecnica e accelerare il percorso verso l’elettrificazione dei modelli di punta. Il consiglio di sorveglianza della società dovrebbe esprimersi ufficialmente nelle prossime settimane ed entro fine anno. (riproduzione riservata)