Banca Popolare di Sondrio ha messo a segno il miglior trimestre della propria storia, con un utile netto di 145,2 milioni di euro, in rialzo del 53,8% anno su anno. Una buona base di partenza per l’intero anno, ha affermato in call il numero uno della banca, Mario Alberto Pedranzini. L’auspicio è di «replicare l’ottimo risultato del 2023», pari a 461,2 milioni, grazie a un «margine di interesse in linea con quello del 2023 (937 milioni, ndr) e commissioni in crescita tra il 5 e il 10%». A trainare l’ultima riga di bilancio è stato l’aumento a doppia cifra dell’attività bancaria caratteristica, con proventi da 373,9 milioni (+29,6% a/a), a cui si aggiungono il contribuito delle attività finanziarie per 36,5 milioni. Il margine di interesse è cresciuto del 39% a 267 milioni, mentre le commissioni nette da servizi sono salite del 10,8% a 106,9 milioni. In rialzo anche i costi operativi (+11,1%) a 150,8 milioni, con il cost/income ratio al 31 marzo a 36,9%. Quanto ai crediti deteriorati, l’npl ratio lordo, si è ridotto al 3,8% dal 4,3% del marzo 2023. «Non vediamo particolari preoccupazioni sul tasso di default, anche se notiamo qualche segnale di difficoltà soprattutto da parte del mondo retail, ma anche delle imprese», ha ammesso il consigliere delegato. Al 31 marzo il costo del rischio risultava allineato alla guidance di medio-lungo termine (55-60 punti base), mentre il default rate era marginalmente aumentato dell’1,1%. «Non ci aspettiamo un peggioramento nel resto dell’anno», è intervenuto il cfo, Massimo Perona, «ma continuiamo a tenere la situazione sotto osservazione».
Sul fronte patrimoniale, i ratio si confermano su livelli elevati, mostrando un ampio buffer rispetto ai requisiti regolamentari: i coefficienti fully loaded segnano 15,1% con riferimento al Cet1 ratio e 17,9% per il Total Capital ratio. Forte di una solida posizione di capitale, la Sondrio non esclude operazioni straordinarie. «Siamo sempre pronti a valutare opportunità di crescita non organica», ha rivelato Pedranzini agli analisti. «Sempre che ce ne siano e con la dovuta prudenza». Infine, in coda ai conti il manager ha commentato le recenti nomine di cinque amministratori: «Nel corso della recente assemblea, azionisti strategici, istituzionali e comunità di investitori retail hanno espresso un solido assetto di governance, premessa per affrontare ogni ragionevole sfida e far evolvere il nostro modo di fare banca per creare valore per chi gira intorno a noi». (riproduzione riservata)