Il trumpiano Karol Nawrocki è stato eletto presidente della Polonia. Il candidato del partito nazionalista-conservatore Diritto e Giustizia ha ottenuto il 50,89% dei voti alle elezioni che si sono tenute domenica dopo un testa a testa con Rafal Trzaskowski, sindaco di Varsavia e candidato liberal-conservatore di Coalizione civica. L'affluenza alle urne è stata del 71,63%. Intanto la Borsa di Varsavia cede oltre l’1% alle ore 10:10 circa di lunedì 2 giugno.
Gli exit poll avevano dato in vantaggio Trzaskowski, ma il conteggio dei voti nella notte ha ribaltato la situazione, registrando il sorpasso - sia pur di poco - di Nawrocki. Il candidato filoeuropeista vicino al premier Donald Tusk aveva rivendicato la vittoria a ridosso dell'apertura delle urne, alle 21. «Abbiamo vinto, anche e sul filo del rasoio», aveva detto Trzaskowski dopo i primi exit poll che lo vedevano avanti di un soffio, pur ammettendo di dover attendere la conferma nelle prossime ore. «Sarò il presidente che unirà tutti i polacchi», aveva aggiunto. Ma l'avversario, che si è presentato con una lista indipendente ma è appoggiato dal Pis, non si era dato affatto per vinto: «Vedrete che stanotte vinceremo e salveremo la Polonia», ha replicato a stretto giro Nawrocki. «Non permetteremo il monopolio di Donald Tusk nelle istituzioni del Paese». Il Pis (Diritto e Giustizia) è un partito politico polacco di destra, di ispirazione conservatrice clerical e nazionalista, fondato nel marzo del 2001 dai gemelli Lech e Jaroslaw Kaczynski, dall'unione di una parte dell'Azione Elettorale Solidarnosc con il partito Accordo di Centro.
Con il voto di domenica, la Polonia ha deciso il nuovo Capo di Stato per i prossimi 5 anni e il futuro ruolo in Europa, come hanno più volte dichiarato i protagonisti della campagna elettorale. A scontrarsi sono state due visioni opposte: il sindaco di Varsavia, che negli ultimi anni ha condiviso con Donald Tusk la guida del partito Coalizione civica, vincitore delle politiche nel 2023, si dice aperto al dialogo e alla ricerca di un ampio consenso sociale, per far uscire la Polonia dalle drastiche divisioni dovute all'operato fra 2015 e 2023 del governo populista del partito Diritto e giustizia (Pis).
Nawrocki vede la Polonia «sicura, forte ed ambiziosa e soprattutto fiera» della propria storia e della tradizione cristiana. Sovranista, non nasconde le riserve verso Bruxelles, mentre guarda con speranza, anche per le sfide legate alla sicurezza, agli Stati Uniti di Donald Trump. Nel corso della campagna elettorale si è recato a Washington per farsi fotografare con il presidente degli Usa. In un incontro elettorale si era dichiarato poi contrario all'ingresso dell'Ucraina nella Nato. Dichiaratosi più volte contrario all'esecutivo di Tusk, da neopresidente potrebbe puntare sulle elezioni politiche anticipate con la speranza di favorire il ritorno al potere del partito di Kaczynski.
Il premier Donald Tusk dovrà ora convivere con un presidente il cui obiettivo principale, secondo Piotr Buras, a capo dell’ufficio si Varsavia dello European Council on Foreign Relations, sarà «spianare la strada al ritorno al potere del PiS (Diritto e Giustizia)» e ostacolare sistematicamente l’attività del governo. Il risultato di domenica, ha aggiunto l’esperto, «indebolirà in modo significativo il peso internazionale del premier polacco».
Il presidente uscente Andrzej Duda, anch’egli espressione del Pis, ha già usato il proprio potere di veto per bloccare la riforma della giustizia e altre iniziative del governo Tusk, in carica dal 2023 dopo la sconfitta del Pis alle elezioni parlamentari.
I primi messaggi di congratulazioni per Nawrocki sono arrivati dall’Ungheria, dove il premier Viktor Orbán ha definito il voto polacco «una nuova vittoria per i patrioti europei», come scritto su Facebook dal ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó.
La Commissione elettorale ha reso noto che l’affluenza al secondo turno si è attestata al 71,6%, poco sotto il record delle legislative del 2023 che avevano segnato il ritorno di Tusk al potere e la fine di otto anni di governo Pis. Nei giorni precedenti al voto, Tusk aveva avvertito che una vittoria di Nawrocki avrebbe messo a rischio non solo le riforme interne, ma anche la posizione della Polonia all’interno dell’Unione Europea, specialmente in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina. Nawrocki, dal canto suo, si è detto contrario all’adesione di Kiev alla Nato, posizione che Tusk ha definito un «atto di tradimento».
Tusk e il sindaco di Varsavia Trzaskowski hanno comunque assicurato che la Polonia non invierà truppe in Ucraina nell’ambito di una missione di pace internazionale, anche nell’eventualità di un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev. (riproduzione riservata)