Prosegue anche nel secondo semestre il trend positivo delle vendite consolidate del Polo del Gusto (PdG), il gruppo alimentare di Riccardo Illy che ha preso in mano il business extracaffè della famiglia triestina della torrefazione. Nel portafoglio del Polo controllato dall’ex presidente della Regione Friuli Venezia Giulia (il restante 5% è in mano, in maniera paritetica, a Gruppo Illy e a Ponti Holding) ci sono il cioccolato di Domori, le praline di Prestat, il tè di Dammann Freres, i prodotti da forno artigianali di Pintaudi, le confetture di Agrimontana e i succhi di frutta biologici Achillea.
Secondo quanto MF-Milano Finanza è in grado di anticipare la società che Illy intende portare in futuro in borsa (dopo aver completato il portafoglio anche con prodotti salati) stima di chiudere l’anno con 132 milioni di euro di ricavi consolidati, fatturato in crescita di oltre il 7% dai 123 milioni del 2024 (114,5 milioni gli incassi nel 2023). Un dato che risente dell’incremento medio delle vendite nei primi nove mesi dell’anno di tutti i gruppi in portafoglio e in particolare di Damman e di Domori che pesano per oltre il 60% del fatturato del PdG. Essendo per la buona parte prodotti da ricorrenza che registrano un boom nelle festività, il management si attende una crescita dei ricavi anche nell’ultimo trimestre.
Intanto Damman ha completato i lavori di allargamento a Breux, al confine con il Belgio, nel nuovo stabilimento che ha fatto partire la produzione per poi essere inaugurato ufficialmente ad aprile 2026. Sono stati installati i macchinari ed entro fine novembre verranno trasferiti anche gli uffici (dalla vecchia fabbrica poco distante) e sarà aperto il mega punto vendita di rappresentanza. Fra magazzino, parte produttiva, uffici e punto vendita, si tratta di circa 30 mila metri quadri dove lavorano 212 dipendenti.
Secondo il piano industriale di Damman appena approvato che prevede un aumento della domanda per i prossimi esercizi, il polo è già pronto ad incrementare la capacità produttiva. Sempre in Francia il gruppo del tè sta crescendo anche sulla parte retail: ha aperto una nuova boutique (in licenza) a Versailles ed una è in dirittura d’arrivo a Saint-Germain, a due passi dalla Torre Eiffel, aperture che faranno salire a 38 i punti vendita Damman (due sono in Italia gestiti da Domori).
Meno spediti invece i lavori a None in Piemonte per Domori. Lì Illy vuole creare la «Cittadella del Cioccolato» nello stabilimento ex Streglio in cui verrà ampliata la capacità produttiva del gruppo guidato da Giacomo Biviano. Nel 2024 proprio gli extracosti per il nuovo stabilimento piemontese e i rincari di quasi il 300% del prezzo del cacao in 12 mesi - che avevano costretto Domori a due ricapitalizzazioni (una nel 2024 e una ad aprile) - hanno impattato negativamente sui risultati aggregati di tutto il Polo.
La creatura di Illy ha chiuso l’ultimo bilancio in perdita di 3,67 milioni di euro, dopo l’utile di 1,7 milioni dell’anno precedente. Ora il gruppo del cioccolato sta attendendo di capire come chiuderà l’anno per avviare gli ultimi investimenti e trasferire definitivamente la produzione dalla vecchia fabbrica (sempre a None) alla nuova. Il progetto è del 2022. (riproduzione riservata)