Nessuno sembra ormai avere dubbi sul fatto che il Piano di Ripresa e Resilienza (Pnrr) rappresenti un'opportunità senza precedenti per l'Italia. Le sfide che ne derivano, però, non sono da meno. In particolare, l'Italia ha molto da recuperare nel campo della digitalizzazione. Non soltanto, infatti, è attualmente al 21esimo posto nella classifica europea in materia ma continua anche retrocedere, con picchi negativi in alcune regioni del Sud. Le risorse del Piano rappresenta quindi "un'occasione imperdibile per l'Italia di innovarsi in senso digitale", a cui vanno necessariamente affiancate cultura e competenze, ha sottolineato Alessandro Musumeci, già presidente e ora vicepresidente del Club dei dirigenti tecnologie dell'informazione (cdti) durante l'evento "Next Generation Eu e Pnrr: Costruiamo insieme l'Italia del futuro", organizzato dalla Bdo.
Il settore privato è più consapevole dell'opportunità del Pnrr
Il settore privato sembra più consapevole delle potenzialità del Pnrr, soprattutto in ambito digitale. Se infatti alcuni bandi per il digitale rivolti agli enti pubblici sono andati deserti, i privati si sono dimostrati pronti a cogliere l'opportunità del Recovery, tanto da aver causato la chiusura anticipata di alcuni bandi di Simest e Cdp con un numero di richieste superiori all'offerta. Potrebbe quindi rendersi necessario in futuro "un travaso delle risorse per la digitalizzazione dal pubblico al privato, perché di certo non possiamo permetterci di perderle per mancanza di richieste", ha aggiunto Musumeci.
Le amministrazioni pubbliche non parlano tra loro
Da sciogliere inoltre il nodo cruciale della raccolta e dell'archiviazione dei dati. Difatti, la pubblica amministrazione italiana utilizza ad oggi 11 mila data center, un numero "spaventosamente elevato se si pensa che si raggiunge sommando data center di tutti gli Stati Uniti con quelli di alcuni Paesi europei". E per di più, una dimostrazione che le amministrazioni italiane "non parlano tra loro" e che l'interoperabilità dei dati per una "digitalizzazione avanzata ma sicura è ancora lontana" per l'Italia.
Lo spid nel privato per maggior sicurezza digitale
A proposito di cybersecurity, Musumeci propone di applicare il sistema di autenticazione sicuro e già diffuso dello spid anche per i siti e le piattaforme private. Ad esempio, "perché con lo spid posso entrare sui portali della pubblica amministrazione e non invece prenotare allo stesso modo i biglietti del treno?". (riproduzione riservata)