La Procura europea (Eppo) e la guardia di Finanza di Venezia hanno scoperto una maxi-frode ai danni dell'Unione Europea su fondi Pnrr. Ne conseguono 23 misure cautelari personali e sequestri preventivi di crediti per oltre 600 milioni di euro. Sotto sequestro anche appartamenti e ville signorili, importanti somme in criptovalute, orologi di alta fascia (Rolex), gioielli (Cartier), oro e auto di lusso (tra cui Lamborghini Urus, Porsche Panamera e Audi Q8).
A rendere effettiva l’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, su richiesta del procuratore europeo delegato dell'ufficio di Venezia, saranno i finanzieri di Venezia e del nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) e del nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche.
Le attività di frode hanno riguardato iniziative progettuali per decine di milioni di euro, finanziate a valere sul Pnrr nell’ambito della Digitalizzazione, Innovazione e Competitività nel sistema produttivo ed erogati da Simest (società del gruppo Cdp che sostiene le imprese italiane nel percorso di internazionalizzazione), che ha da subito collaborato con l’Autorità giudiziaria. Per avere una dimensione del fenomeno su un totale di fondi deliberati pari a 2,7 miliardi di euro a sostegno di 6.900 aziende italiane le operazioni sospette riguardano erogazioni a 80 imprese pari a 17 milioni di euro, riporta la stessa Simest in una nota.
Gli stessi indagati avrebbero poi creato crediti inesistenti nel settore edilizio connessi al Bonus Facciate e per il sostegno della capitalizzazione delle imprese (A.C.E.), per circa 600 milioni di euro. La somma appunto messa sotto sequestro.
Applicando la tecnica «follow the money», le autorità di polizia sono riuscite a individuare condotte di riciclaggio e autoriciclaggio di ingenti profitti illeciti, attuate attraverso un complesso reticolato di società fittizie costituite anche in Austria, Slovacchia e Romania. Determinanti sono risultate le più di 100 segnalazioni di operazioni sospette (provenienti anche da Financial Intelligence Unit estere) afferenti agli indagati che, unitamente ai riscontri documentali raccolti attraverso acquisizioni documentali e indagini bancarie, hanno consentito di individuare i presunti promotori, i partecipi e gli agevolatori del sodalizio criminale, con i differenti ruoli assunti dai responsabili nell’architettare evoluti sistemi di frode.
Le indagini non si fermano di certo qui. I finanzieri sul territorio nazionale stanno eseguendo perquisizioni in Veneto, Lombardia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Campania e Puglia. Oltre all’Italia, le operazioni di vigilanza stanno interessando diversi Paesi europei, con il coinvolgimento delle forze di polizia slovacche, rumene e austriache (riproduzione riservata)